- Con
un Consiglio di Amministrazione presieduto da Roberto Poli
(consulente di chiara fama);
- con
l'Amministratore Delegato Paolo Scaroni (top manager
di lungo corso);
- con
un Collegio Sindacale che ha come Presidente un personaggio
come Andrea Monorchio;
- con
una "selva" di Direzioni competenti in fatto
ed in diritto.
Con
tutto questo organico l'Eni è stata tanto imprevidente
ed impreparata da incorrere in una maxi multa da 290 €/milioni
(561 miliardi c.ca delle vecchie lire).
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"Finanza
Mercati" del 16 u.s. titola:
La
Società non esclude il ricorso. E' il meno che possa tentare.
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Per
quanto possa apparire banale, dal fatto discendono alcune domande
alle quali sarebbe bene venissero date puntuali risposte.
- Quali
sono stati gli Organi che hanno assunto le decisioni che avrebbero
condotto all'infrazione delle normative sulla "posizione
dominante";
- quali
strutture legali interne ed esterne hanno confortato con parere
positivo l'assunzione delle iniziative contestate;
- quale
il loro costo ad oggi e quello indicativo per l'opposizione;
- se
i Consiglieri indipendenti che siedono in Consiglio hanno condiviso
le decisioni poi attuate;
- se
e quali osservazioni e/o riserve sono state avanzate dal Collegio
Sindacale;
- se
e quali iniziative sono state assunte nel corso dell'istruttoria
per pervenire ad una transazione che evitasse una decisione
oltretutto molto nociva per l'immagine dell'Eni, anche, a livello
internazionale;
- se
il pagamento della sanzione ricade sulle casse della società
o se è ipotizzabile che venga ripetuta a carico degli
Organi amministrativi e/o dirigenziali che hanno provocato un
danno così rilevante all'Eni.
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Tanto
per essere chiari e sintetici ai risparmiatori, agli azionisti,
al mercato, ai cittadini italiani non può essere chiesto
di apprendere di una sanzione di €/mil 290 come se si trattasse
di una notizia di "routine".
Sarebbe
auspicabile che al Collegio Sindacale pervenissero sull'argomento,
non una, ma numerose denunce ex art. 2408 anche se, purtroppo,
le spiegazioni che darebbe il Collegio sarebbero a cavallo di
quella linea di confine sulla quale si riesce (troppo spesso)
a sottrarsi ad una presa di posizione netta.
Tutto
sommato se la Società è andata contro una normativa,
è indubbia, anche, la corresponsabilità del Collegio
Sindacale.
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Breve
e succinto il Comunicato Stampa dell'Eni, con indicazioni frammentarie
e non esaustive.
Lo
si riporta perchè ognuno possa giudicare:
"
Eni prende atto della sanzione amministrativa che in data odierna
l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato
alla società a chiusura dell'istruttoria relativa a comportamenti
risalenti al 2003 e relativi al mancato potenziamento del gasdotto
tunisino TTPC.
Eni
ricorda che ha di recente presentato all'Autorità, nel
corso del procedimento, una serie di misure proconcorrenziali
consistenti nei potenziamenti dei gasdotti TTPC e TAG da realizzarsi
nei minimi tempi tecnici possibili e che ha già avviato
le relative procedure.
L'Autorità
ha riconosciuto la validità degli impegni presentati ma
ha tuttavia ritenuto di sanzionare il ritardo nell'esecuzione
del potenziamento del gasdotto TTPC.
Eni
valuterà le motivazioni del provvedimento dell'Autorità
anche ai fini della sua impugnazione".
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La
maggioranza dell'Eni è detenuta dallo Stato tramite il
Ministero del Tesoro.
E'
interessante e molto significativo ciò che pensa il Presidente
dell'Eni sui "poteri" del Governo in merito alla
gestione del Gruppo.
"Repubblica"
del 19 febbraio u.s. titola:

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Ministro
Tremonti, se ci sei, batti un colpo !
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