(Febbraio/2006)
Eni S.p.A.
sanzione da record


  • Con un Consiglio di Amministrazione presieduto da Roberto Poli (consulente di chiara fama);
  • con l'Amministratore Delegato Paolo Scaroni (top manager di lungo corso);
  • con un Collegio Sindacale che ha come Presidente un personaggio come Andrea Monorchio;
  • con una "selva" di Direzioni competenti in fatto ed in diritto.

Con tutto questo organico l'Eni è stata tanto imprevidente ed impreparata da incorrere in una maxi multa da 290 €/milioni (561 miliardi c.ca delle vecchie lire).

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"Finanza Mercati" del 16 u.s. titola:

La Società non esclude il ricorso. E' il meno che possa tentare.
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Per quanto possa apparire banale, dal fatto discendono alcune domande alle quali sarebbe bene venissero date puntuali risposte.

  • Quali sono stati gli Organi che hanno assunto le decisioni che avrebbero condotto all'infrazione delle normative sulla "posizione dominante";
  • quali strutture legali interne ed esterne hanno confortato con parere positivo l'assunzione delle iniziative contestate;
  • quale il loro costo ad oggi e quello indicativo per l'opposizione;
  • se i Consiglieri indipendenti che siedono in Consiglio hanno condiviso le decisioni poi attuate;
  • se e quali osservazioni e/o riserve sono state avanzate dal Collegio Sindacale;
  • se e quali iniziative sono state assunte nel corso dell'istruttoria per pervenire ad una transazione che evitasse una decisione oltretutto molto nociva per l'immagine dell'Eni, anche, a livello internazionale;
  • se il pagamento della sanzione ricade sulle casse della società o se è ipotizzabile che venga ripetuta a carico degli Organi amministrativi e/o dirigenziali che hanno provocato un danno così rilevante all'Eni.
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Tanto per essere chiari e sintetici ai risparmiatori, agli azionisti, al mercato, ai cittadini italiani non può essere chiesto di apprendere di una sanzione di €/mil 290 come se si trattasse di una notizia di "routine".

Sarebbe auspicabile che al Collegio Sindacale pervenissero sull'argomento, non una, ma numerose denunce ex art. 2408 anche se, purtroppo, le spiegazioni che darebbe il Collegio sarebbero a cavallo di quella linea di confine sulla quale si riesce (troppo spesso) a sottrarsi ad una presa di posizione netta.

Tutto sommato se la Società è andata contro una normativa, è indubbia, anche, la corresponsabilità del Collegio Sindacale.

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Breve e succinto il Comunicato Stampa dell'Eni, con indicazioni frammentarie e non esaustive.

Lo si riporta perchè ognuno possa giudicare:
" Eni prende atto della sanzione amministrativa che in data odierna l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato alla società a chiusura dell'istruttoria relativa a comportamenti risalenti al 2003 e relativi al mancato potenziamento del gasdotto tunisino TTPC.

Eni ricorda che ha di recente presentato all'Autorità, nel corso del procedimento, una serie di misure proconcorrenziali consistenti nei potenziamenti dei gasdotti TTPC e TAG da realizzarsi nei minimi tempi tecnici possibili e che ha già avviato le relative procedure.

L'Autorità ha riconosciuto la validità degli impegni presentati ma ha tuttavia ritenuto di sanzionare il ritardo nell'esecuzione del potenziamento del gasdotto TTPC.

Eni valuterà le motivazioni del provvedimento dell'Autorità anche ai fini della sua impugnazione".

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La maggioranza dell'Eni è detenuta dallo Stato tramite il Ministero del Tesoro.

E' interessante e molto significativo ciò che pensa il Presidente dell'Eni sui "poteri" del Governo in merito alla gestione del Gruppo.

"Repubblica" del 19 febbraio u.s. titola:

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Ministro Tremonti, se ci sei, batti un colpo !