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La Relazione di bilancio dedica all'inizio numerose pagine per
illustrare la "mission" del Gruppo che viene
descritta come struttura votata al bene della Società in
generale ed ai propri clienti in modo particolare. Per raggiungere
questi obiettivi i dipendenti subiscono un addestramento particolare
al fine di "forgiarne" il carattere in modo da
poter "capire" e "servire" la
Società sia nei rapporti interpersonali, sia con l'esterno.
Promotore,
ispiratore, anima è Ennio Doris, detentore del 29,50%
del pacchetto azionario.
Come suo socio, con il 35,25%, viene indicato Silvio Berlusconi
(Mediaset) (con partecipazioni dirette ed indirette).
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La
Relazione si sofferma, anche, sul codice etico di cui si fa carico
il Gruppo e che dovrebbe vincolare tutti i collaboratori interni
ed esterni in modo tassativo. In un riquadro a tutto tondo è
scritto:
"IL
CODICE ETICO. Tra le modalità di relazione istituzionali
all'interno del Gruppo c'è già da alcuni anni il
Codice Etico (complementare al Codice interno di comportamento,
regolamento Consob 11522/1998, art. 58). Qui si definiscono i
principi a cui tutti i managers, i dipendenti e i collaboratori
della Banca e delle società del Gruppo devono attenersi
nello svolgimento delle attività, anche all'esterno, al
fine di adottare con ogni referente comportamenti sempre etici,
responsabili e corretti".
Segue,
anche, un capitolo intitolato "l'etica negli investimenti".
In
sostanza l'etica non come base di comportamenti, ma come modo
di essere e di vivere: un traguardo più che ambizioso.
L'etica
prima e soprattutto.
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Per
quanto è noto gli articoli di promozione e/o pubblicità
devono indicare in modo chiaro chi li redige ed a spese di chi
vengono pubblicati.
La
Mediolanum ha pubblicato e continua a pubblicare pagine intere
sui maggiori quotidiani in cui in alto e fuori testo, con carattere
piccolo, è riportato il marchio Mediolanum e dal lato opposto
della pagina con carattere ancora più piccolo c'è
la scritta "informazione commerciale". Si riportano
articoli con titoli molto vistosi ed il cui fine (piaccia o non
piaccia) è (o almeno così appare) quello di proporsi
come informazione oggettiva ai lettori.
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("QN
Quotidiano Nazionale" 26 novembre 2005)
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("QN
Quotidiano Nazionale" 26 novembre 2005)
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("QN
Quotidiano Nazionale" 23 dicembre 2005)
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("Il
Sole 24 Ore" 11 febbraio 2006)
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Prendendo
atto che nessuno, avendone i poteri, è intervenuto, si
annota che la Mediolanum continua su questo tipo di comunicazione.
Si dovrebbe concludere che il tutto è "formalmente"
regolare.
Che
lo sia anche sotto il profilo etico è tutt'altro discorso.
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Si
fa un gran parlare della necessità di una presenza qualificata
e qualificante di Consiglieri Indipendenti al fine di tutelare
gli interessi delle minoranze e del mercato in merito alla gestione
di una Società.
L'art.
17 dello Statuto precisa:
"hanno diritto di presentare le liste soltanto gli azionisti
che da soli o insieme ad altri azionisti rappresentino almeno
il 5% del capitale sociale".
Ricordando
che il capitale sociale è composto da N. 727.379.928 azioni,
per presentare una lista (sia pure di minoranza) è necessario
rappresentare, non meno, di N. 36.368.996 azioni che, equivalgono
a € 3.636.899 (€ 0,10 valore nominale).
E'
del tutto banale osservare che questa norma preclude ogni possibilità
ad una minoranza di proporre una propria lista per la nomina di
Consiglieri indipendenti. In pratica, il valore del possesso richiesto
alla minoranza ha contenuti stratosferici ed in ogni caso chi
rappresenta il 5% normalmente non siede all'opposizione in quanto
viene acquisito ed inserito nella maggioranza.
La norma è formalmente del tutto lecita e legale.
Che
questa norma, però, sia idonea per garantire "un
posto al sole" alle minoranze e sia coerente con l'etica
è tutt'altro discorso.
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Il
Consiglio di Amministrazione è composto da 12 Consiglieri,
di questi soltanto tre (Roberto Ruozi, Mario Molteni
e Angelo Renoldi) vengono indicati in possesso dei requisiti
per essere qualificati "indipendenti".
Con tre Consiglieri su dodici non si può certo affermare
che la rappresentanza degli "indipendenti" sia
(almeno sotto il profilo numerico) qualificata.
L'articolo
21 dello Statuto recita:
"1) per la validità della costituzione e delle
deliberazioni del Consiglio è richiesta la presenza della
maggioranza dei suoi membri in carica e, in difetto di convocazione,
la presenza di tutti i suoi membri in carica e dei sindaci effettivi.
2) Le deliberazioni sono prese con il voto favorevole della maggioranza
degli amministratori presenti".
Si
può annotare, quindi, che il numero minimo dei Consiglieri
che devono essere presenti per la validità delle delibere
è di sei. Se fosse necessaria l'astensione di tre Consiglieri
non indipendenti in caso di delibera con parti correlate e/o in
conflitto di interesse, verrebbe meno la maggioranza richiesta
per decidere.
Sono
ampiamente noti gli "escamotage" che vengono
in genere adottati in merito. La "forma" è
sempre fatta salva.
Sotto
il profilo etico è tutt'altro discorso.
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"MF"
del 27 gennaio riferiva il "via vai di asset in Lussemburgo
per la galassia Doris".
Il giornale fornisce un'ampia e dettagliata descrizione di
come nella cassaforte lussemburghese sia stato inserito e sia
custodito il patrimonio della famiglia Doris.
I soldi in Lussemburgo. Ci si tiene, però, a far sapere
che il centro decisionale è restato in Italia. Bontà
loro !

Tutto
regolare sotto il profilo normativo e (pare!) anche fiscale.
Portare
i soldi all'estero è attualmente certo lecito, che lo sia
da un punto di vista etico è tutt'altro discorso.
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Le
prime ventotto pagine della Relazione sono tutte "infarcite"
di buoni propositi e di accattivanti prospettive per i clienti.
Una "sagra" probabilmente del tutto ignorata
da chi apre il volume della Relazione.
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Come
ha indicato per mesi Ennio Doris con la pubblicità di Mediolanum
e parafrasandone il testo, si può scrivere: Ennio Doris,
tutto intorno a lui, etica compresa.

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