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Si è svolto il 25/01/06 al Parck Hyatt Hotel di Milano
il primo incontro con la comunità finanziaria della Caleffi
- dopo il collocamento avvenuto nel novembre 2005 (cfr. ns
art. "Caleffi S.p.A.:
caute riserve" ) - per la presentazione dei dati preconsuntivi
relativi al 2005 approvati dal Consiglio di Amministrazione.
Il
conto economico riclassificato ha consuntivato:
| valori
espressi in €/milioni |
2005 |
2004 |
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| Fatturato |
48,15 |
43,56 |
| Ricavi |
48,60 |
43,52 |
| EBITDA |
5,47 |
5,41 |
| EBIT |
3,87 |
3,68 |
| Risultato
lordo gestione straordinaria |
3,56 |
3,35 |
| Risultato
prima delle imposte |
4,23 |
3,90 |
| Risultato
netto |
2,50 |
2,29 |
Nel
comunicato stampa diramato il 24 gennaio u.s., l'Amministratore
Delegato di Caleffi, il Dr. Guido Ferretti, ha dichiarato
che la società "è riuscita ad aumentare
la propria quota di mercato con una crescita del fatturato pari
al 10,5% con un contestuale aumento del 5% della redditività
operativa".
Il
"sensibile" aumento del fatturato non ha avuto
sostanziali ripercussioni sull'andamento della gestione.
Non è stato precisato se l'incremento del fatturato è
attribuibile all'aumento dei volumi, a variazioni del mix e/o
alla lievitazione dei prezzi. E' del tutto evidente che la specificazione
è molto significativa ai fini della valutazione della gestione
in quanto incide sull'EBIT e sul MOL.
L'aumento dei "Costi di gestione", quasi proporzionale
all'incremento dei "Ricavi", ha penalizzato,
infatti, "l'EBITDA" che risulta variato in positivo
solo dell'1%. Inoltre, l'incremento del "Risultato operativo"
a parità di politica ammortamenti e svalutazioni, si ridurrebbe
dal 5% al 2% circa.
Anche
il "Risultato netto" di 2,5 €/mil si ridurrebbe
e si assesterebbe quasi sui livelli del 2004 senza la computazione
di "Proventi straordinari" extra per 0,11 €/mil.
La
"Posizione finanziaria netta" è in "netto
miglioramento": passa dai -10,8 €/mil del 2004 ai
-3,3 €/mil del 2005, il tutto "grazie agli introiti
della quotazione pari ad € 7,6 milioni". A tal proposito
si rammenta che nel Prospetto Informativo la Società si
impegnava con i sottoscrittori ad utilizzare il ricavato del collocamento
(circa 12,7 euro/milioni) per perseguire obiettivi di crescita
organica, allargamento portafoglio licenze e allargamento della
struttura distributiva. Ci si domanda, allora, se i restanti fondi
derivati dal collocamento (circa 5,1 euro/milioni) siano o meno
sufficienti per perseguire le strategie identificate, tenendo
conto che altre società che operano nel settore della Hotellerie
hanno riscontrato notevoli problemi e contabilizzato marginalità
ridotte, quando inesistenti.
Il
Consiglio di Amministrazione - di cui fanno parte Rita
Federici Caleffi (Presidente), Giuliana Caleffi
(Amministratore Delegato), Guido Ferretti (Amministratore
Delegato) Roberto Negrini e Valerio Pizzi
(Consiglieri), Claudio Albonico (Consigliere
Indipendente) - proporrà (forse per incentivare, soprattutto,
i nuovi azionisti) un dividendo complessivo di quasi 1,5 euro/milioni
lordo pari a 0,12 € per azione: un rendimento del 4,2% sul
prezzo di quotazione di 2,8 €. Il pay-out del 58% non è
per altro molto favorevole agli azionisti. Attualmente la quotazione
è pari a circa 2.7 euro, al di sotto, quindi, del prezzo
di collocamento di circa il 3,5%, e per tanto il rendimento effettivo
per chi ha sottoscritto sarà di circa lo 0,7%.
Per il 2006 il Consiglio di Amministrazione prevede:
- una
crescita del fatturato del 6% (contro l'11% del 2005)
- del
12,4% per l'EBITDA (+ 1% nel 2005) del
20%
- per
l'EBIT (+ 5% nel 2005).
Gli obiettivi dovrebbero essere raggiunti tramite le valorizzazioni
del brand sul settore fashion e le acquisizioni.
Per
verificare se le previsioni saranno mantenute si dovranno attendere
probabilmente i dati della prima semestrale 2006 che dovrebbe
beneficiare dei "miracolosi" effetti degli IAS
che hanno saputo "salvare in corner" tante altre
società quotate.
Nel
frattempo, in attesa di piani più concreti per investire
gli introiti della quotazione, i soldi sono stati "parcheggiati"
in un deposito vincolato a sei mesi al 3%. Il rendimento
di quei soldi così è almeno garantito e sicuro;
non lo sono, invece, i risultati programmati!
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