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Conto Economico Consolidato al 30/06/05
| (valori
espressi in €/milioni) |
1°
semestre
2005
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1°
semestre
2004
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| Totale
ricavi e proventi operativi |
14.916
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14.145
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| Risultato
operativo ante ammortamenti, plus/minusvalenze e ripristini/svalutazioni
di attività non correnti (Ebitda) |
6.519
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6.353
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| Risultato
operativo (Ebit) |
3.989
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3.756
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| Risultato
prima delle imposte derivante dalle attività in funzionamento |
3.112
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2.705
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| Utile
derivante dalle attività in funzionamento |
1.758
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1.394
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| Utile
(perdita) netto da attività cessate/destinate ad essere
cedute |
421
|
24
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| Utile
del periodo |
2.179
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1.418
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- "Il
patrimonio netto ammonta a euro 25.784 milioni (euro
20.843 milioni a fine 2004)".
- "L'indebitamento
finanziario netto ammonta al 30 giugno 2005 a euro 44.111
milioni, con un incremento di euro 11.249 milioni rispetto a
euro 32.862 milioni di fine 2004".
- Gli
"oneri finanziari" contabilizzati sono
ammontati ad Euro/milioni 2.236.
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Nella
Relazione degli Amministratori è scritto:
" Il risultato netto consolidato del Gruppo del primo
semestre 2005 è positivo per euro 1.775 milioni (euro 2.179
milioni prima della quota di spettanza dei Terzi); nel primo semestre
2004 il risultato netto consolidato del Gruppo era positivo per
euro 979 milioni (euro 1.418 milioni prima della quota di spettanza
dei Terzi).
Sembrerebbe che tutto vada bene, ma è indubbio che
l'indebitamento è un nodo da sciogliere di cui non si riesce
ad individuare il come.
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Corriere
Economia del 24 u.s. titola un'analisi molto corretta
di Massimo Mucchetti sullo sviluppo della Telecom:
"Che cosa c'è nel futuro di Olimpia. Telecom Italia
fa bene il suo mestiere di ex monopolista. Ma sente il peso dei
44 miliardi di debiti":
All'inizio del pezzo è scritto:
"Ci sono due modi per capire il futuro di Telecom Italia:
guardare dove vanno le tecnologie nel mondo, vedere come si muovono
i migliori e paragonarli a Telecom, oppure controllare qual'è,
dopo quattro anni, il ritorno dell'investimento nell'ex monopolio
fatto da Pirelli e Benetton e quali prospettive può avere".
Nel testo si puntualizza:
"Il prezzo dell'acquisizione costituisce una difficoltà
irrisolta, e questa non favorisce lo sviluppo di un'azienda dalla
quale passa, in buona parte, la modernizzazione dell'Italia".
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In
sintesi:
- e'
un "mare" di debiti quello sul quale "galleggia"
la Telecom; fra le quotate è seconda soltanto
ad ENI;
-
non è stato redatto (e, pertanto, non è noto)
un piano di riduzione dell'indebitamento che è quasi
il doppio del patrimonio netto; una condizione del tutto conflittuale
con i parametri di una corretta gestione.
-
la filosofia della società è quella di cogliere
le opportunità di ottenere ricavi con alienazione di
cespiti se, e quando, se ne presenti l'occasione (nel 2005 Televoice
S.p.A., Entel Chile S.A., Finsiel S.p.A.,
T-Mobile CZ, Databank S.p.A. e Tim Hellas).
-
la presenza di Istituti di Credito nell'azionariato costituisce,
anche, uno scudo a fronte di potenziali difficoltà finanziarie
per la ingente massa di obbligazioni collocate in Italia e,
soprattutto, all'estero;
- è
ancora indefinita quale sarà la composizione dell'azionariato
di Olimpia dopo la scadenza del patto di sindacato e la probabile
uscita dallo stesso di Gnutti;
- l'importo
di €/mil. 2.284 stanziato per il dividendo è anch'esso
distribuito "facendo debiti". L'importo del
dividendo dovrebbe, perciò, correttamente, essere gravato
degli interessi passivi che l'esborso produce.
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Tutto
noto ed accettato dalla Comunità finanziaria e dal mercato.
Stà di fatto, però, che il titolo Telecom è
uno dei pochissimi che non ha tratto vantaggio dall'incremento
registrato dalla Borsa.
L'indebitamento,
con le nubi all'orizzonte sul sindacato Olimpia, è evidenziato
dall'andamento del titolo ed è un segnale di cui non si
deve ignorare il valore: senza allarmismi, ma anche, senza
superficiale distacco.
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