(Giugno/2005)
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.
"saga dell'ovvio"

 

Il 21 maggio 2005 si è svolta l'assemblea della Società.

Presenti in proprio e per delega N. 2.276.391.177 azioni portate da N.163 azionisti partecipanti e N. 10.427 azionisti rappresentati per delega.

Inizio alle ore 10.00, termine alle ore 18.30.

Dopo un'intensa schermaglia legale su temi procedurali fra i fronti contrapposti, sul primo punto all'Ordine del Giorno hanno preso la parola N. 19 soci con una partecipazione estremamente eterogenea.

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L'assemblea ha atteso con curiosità ed interesse l'intervento del rappresentante del "contropatto" che era stato preannunciato "corposo" "puntuale" e "pungente".

Per il "contropatto" hanno preso la parola il Sig. Delfini, l'azionista Avv. Tasco (Presidente del patto parasociale) e il Sig. Bellochi.

il Sig. Delfini e l'Avv. Tasco hanno posto al Consiglio 32 domande, come risulta nel verbale, che di seguito vengono riportate.

  • Le cartolarizzazioni realizzate negli anni 2002, 2003, 2004, quali oneri impliciti complessivi, hanno generato, (intesi come differenza tra valore attuale realizzato e quello di bilancio) e come è stato iscritto in bilancio?
  • Per queste cartolarizzazioni qual'era l'indice di copertura delle sofferenze iscritte in bilancio?
  • Qual'era il peso dei crediti in bonis rispetto ai crediti in sofferenza o problematici in generale?
  • Queste cartolarizzazioni, ancorchè pro-soluto, hanno richiesto dei riacquisti o sostituzione di crediti e per quale importo? Potranno richiederlo in futuro?
  • Abbiamo operazioni di cartolarizzazione pro-solvendo? Con quali risultati?
  • Si renderanno dunque necessari nuovi pesanti interventi al conto economico nel prossimo futuro?
  • Saranno richiesti ulteriori interventi di ricapitalizzazione degli azionisti?
  • Per quali ragioni, se esistono, si ritiene invece che non ci sarà più bisogno di interventi straordinari?
  • Se l'aumento di capitale effettuato è stato di fatto utilizzato come rimedio temporaneo alle criticità allegate alla scarsa qualità del credito della banca, come pensa il management di finanziarne lo sviluppo? Forse chiedendo ulteriori risorse agli azionisti?
  • Quali sono gli interventi strutturali, operativi e organizzativi a livello di sede e di reti messi in atto al fine di migliorare la qualità del credito su base continuativa?
  • Nel 2002 le rettifiche e accantonamenti netti sui crediti sono stati circa 426 milioni; nel 2003 657 milioni circa. Come si confrontano questi valori con gli 850 milioni del 2004, (pag. 308)?
  • E' cambiata in questo triennio la percezione della qualità del portafoglio?
  • Per quale motivo, nel corso del 2004, come peraltro già nel 2003, la maggior parte delle rettifiche e degli accantonamenti sono stati effettuati nell'ultimo trimestre? Forse per ritardare il più possibile la comunicazione al mercato della criticità? Ma in questo modo non è forse venuto meno l'obbligo di un'informativa tempestiva e completa?
  • Per i crediti verso l'Iraq, alcuni importanti analisti finanziari ritengono che l'esposizione nei confronti di controparti irachene comporterà, con ogni probabilità, la totale perdita del credito e quindi, per la BNL, un'ulteriore svalutazione di circa 229 milioni rispetto a quanto già considerato in bilancio. Si ritiene adeguato il livello di copertura attuale pari al 38%, come riportato a pag. 344-345 del bilancio? Per quale motivo, invece, il management ritiene di poter recuperare i crediti verso controparti irachene?
  • Secondo un'analisi pubblicata da Il sole 24 Ore, il 28 aprile scorso, la Banca Nazionale del Lavoro ha partecipato al convertendo Fiat per circa 300 milioni, a fronte del quale sono stati fatti accantonamenti, a fine 2004, per circa 93 milioni, coverage quindi del 31% circa e ne sarebbero necessari ad oggi altri 50-60 milioni di euro, con una conseguente minusvalenza complessva di circa 150 milioni. Quali nuovi accantonamenti saranno fatti e con quali conseguenze sulla redditività dell'istituto? E' possibile avere un quadro più preciso degli interventi posti in atto?
  • Sono 4 anni che BNL non distribuisce alcun dividendo. Quali sono le motivazioni?
  • Perchè la Banca Nazionale del Lavoro è l'unica tra le grandi banche ad aver perso il treno dell'aggregazione industriale?
  • Quali le motivazioni che hanno indotto a non portare a compimento alcune situazioni, che pure nel corso degli anni si sono verificate, vedi per es. l'ipotesi Cardine, dove, poteva esserci un interesse del Banco di Bilbao a non essere diluito, quella è stata forse la motivazione per cui non si è portato avanti il progetto Cardine?
  • Quale è stata la motivazione per cui non si è portata avanti l'integrazione con il Monte dei Paschi?
  • Perchè la banca invece di impegnarsi nel core business ha investito, e poi disinvestito nei gruppi telefonici?
  • Quali sono state le motivazioni che hanno portato a questo tipo di classificazione e soprattutto qual'è stato l'ammontare delle perdite che questo tipo di investimento ha prodotto?
  • Quali sono le perdite complessive accumulate nel corso degli anni?
  • Che senso ha la dismissione della partecipazione detenuta nella holding Argentina, dopo che negli ultimi bilanci sono state spesate perdite per oltre euro 1 miliardo, nel momento in cui la società chiude in utile. Perchè non la consolidate?
  • Perchè il collegio sindacale ritiene di attività modesta e non significativa un'attività che ha comportato 8 milioni di utile rispetto a un'attività complessivamente negativa della banca?
  • Il Pil reale di crescita in Argentina è fissato nel 6% e quindi perchè perdere un'occasione positiva di continuare a incrementare i guadagni?

Come è agevole annotare, gli interventi del Sig. Delfini e dell'Avv. Tasco si sono svolti secondo il copione caro ai cosiddetti "professionisti" (o, a scelta, "disturbatori") in assemblea, dai quali, tuttavia, Delfini e Tasco, sembra che avrebbero ancora molto da imparare.
I loro interventi si sono articolati in una lunga serie di domande prive di un preciso disegno logico e, soprattutto, di un progetto alternativo.

Nella risposta del Presidente è prevalsa (come era ovvio) una "sintesi" con evidenti "dimenticanze".

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La programmata "battaglia" fra "patto" e "contropatto", dunque, si è risolta in una vistosa perdita di tempo, senza danni sia per il primo che per il secondo, in quanto, il bilancio è stato approvato con il 62,667504% di voti favorevoli e, cioè, il 34,17% in più di quelli attribuibili alla maggioranza.

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Più o meno analogo l'andamento sul secondo punto all'Ordine del Giorno, quello relativo alle nomine. Voti secondo copione e nomine per tutti.

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In sostanza a chi da questa assemblea attendeva "lumi" sul futuro della BNL, si può, soltanto, dire: "una aspettativa delusa".

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  • Azionisti aderenti al patto di "controllo": Bilbao, Generali e Della Valle.
  • Azionisti aderenti al "contropatto": Caltagirone, Coppola, Statuto, Ricucci, Lonati, Bonsignore e Grazioli.

Sui partecipanti ai due "patti", così come su alcuni altri azionisti significativi, sulle loro motivazioni individuali e solidali, scorrono quotidianamente fiumi di inchiostro.

Inutile, pertanto, soffermarsi.

L'assemblea BNL sembrava dover essere un punto di arrivo e di ripartenza e si è tradotta, come riferito, in una banale "saga dell'ovvio".