(Aprile/2005)
ASSO DI PICCHE
 
 Corporate Governance: l'indipendenza degli indipendenti


Un quotidiano riporta l'elenco di Amministratori e Sindaci presenti in più Consigli e Collegi.

Elencarli con gli incarichi che ricoprono richiederebbe troppo spazio, ci pare, pertanto, sufficiente il riepilogo di seguito indicato:

  • oltre 15 incarichi N. 3;
  • da 11 a 15 incarichi N. 14;
  • da 5 a 10 incarichi N. 3.

E' doveroso ricordare che sia i Consiglieri sia i Sindaci, hanno compiti ai quali non possono (e/o non dovrebbero) sottrarsi e che, quindi, non sono delegabili se vogliono svolgere - con serietà - l'incarico ricoperto.

In sintesi gli adempimenti obbligatori sono almeno i seguenti:

  • studio ed approvazione della prima trimestrale;
  • studio ed approvazione della semestrale;
  • studio ed approvazione della terza trimestrale;
  • studio ed approvazione (se non rinviata come da art 83, comma 2, lettera b) della Delibera Consob) della quarta trimestrale;
  • studio ed approvazione del bilancio di esercizio della S.p.A. e del Consolidato;
  • studio ed approvazione della Relazione di accompagnamento al Bilancio.

Trimestrali e semestrali ad una parte "descrittiva" dovrebbero far seguire il punto sull'attività svolta e contenere il commento ai conti (patrimoniale ed economico) riportato in calce.

L'analisi della Relazione sul bilancio d'esercizio (spesso molte decine di pagine) della S.p.A. e del Consolidato, si "snoda" in una serie di sottotabelle e relativo commento di molte decine di pagine.

L'attività che impropriamente si definisce "burocratica", si accompagna (così si ipotizza) con quella di approfondimento sulla gestione sia con il management sia con gli Amministratori "cosiddetti" indipendenti.

Con questo "carico" di lavori e di responsabilità che ne derivano, è del tutto logico attribuire a quanti cumulano incarichi in più società, qualità superiori per non dire "paranormali".

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E' opportuno precisare che mentre i Sindaci devono partecipare alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato esecutivo (se nominato) , questo obbligo non è richiesto per i Consiglieri di amministrazione. Ci possono essere (probabilmente ci sono ed anche numerosi) Consiglieri sempre assenti la cui identità non è resa nota.

Si dovrebbe imporre che per ogni riunione del Consiglio venga indicato oltre il numero dei partecipanti, l'elenco nominativo degli stessi.

A ciò si oppone però la forza delle lobby supportate dal prestigio dei "top" degli studi che assistono i Consigli. Che soccombano è più che una utopia !

Tuttavia..... forse...... chissà..... in un domani !

Pirelli nel pubblicare l'elenco con i nominativi candidati per l'eliggendo Consiglio di amministrazione annota con un asterisco: "Candidati che hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti contemplati dal Codice di Autodisciplina redatto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate per essere qualificati come indipendenti".

Ognuno dovrà, dunque, attestare la propria indipendenza. Sono così sollecitate le interpretazioni soggettive di una norma fatta apposta per generare equivoci e non precisare nulla (cfr. ns. archivio: "Consiglieri indipendenti: l'equivoco non giova"; "Mittel S.p.A.: l'autocertificazione" )

Purtroppo si protrae e si perde in discussioni, puntualizzazioni e distinguo il tema dell'indipendenza degli indipendenti.