(Gennaio/2005)
Roncadin S.p.A.
un "Pollo" Arena


Questo il consuntivo al 30/11/2004:

Conto economico Roncadin S.p.A

Euro/000
30/11/04
30/11/03
Valore della Produzione
39.446
37.289
Costi della Produzione
39.773
36.960
EBIT
(327)
330
Partite straordinarie
373
413
Utile (perdita) dell'esercizio
(631)
424

Conto economico consolidato

Euro/000
30/11/04
30/11/03
Valore della Produzione
190.433
194.629
Costi della Produzione
187.985
185.104
EBIT
2.448
9.526
Partite straordinarie
450
351
Utile (perdita) dell'esercizio
(542)
6.538

L'ultimo dividendo pagato risale al lontano 1999 e negli ultimi 6 mesi il titolo ha perso il 14,26% in Borsa, quotando ora euro 0,415.

Una gestione di cui il management non può certo menare vanto.

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In data 14 dicembre 2004 anche la Roncadin ha approvato le modifiche al testo dello Statuto Sociale per adeguarsi alla nuova riforma societaria.
Presenti in proprio o per delega n. 5 azionisti compreso l'azionista di maggioranza dott. Di Dario Dante che è anche Presidente ed Amministratore della società.

All'assemblea ordinaria del 24/06/04 la partecipazione era più numerosa: ben n. 8 azionisti!

Il Presidente del resto non gradisce una partecipazione numerosa in quanto si comporta ed agisce in assemblea "da padrone". A lui poco importa se la Roncadin è quotata in Borsa e sottoposta ad una serie di obblighi di informativa nei confronti dei piccoli azionisti

Conferma univoca di questo modo di pensare e di agire è stato il non ammettere domande sull'andamento della società, negando ogni valore - per lui - alle sentenze in contrario della Suprema Corte.

Ancora più grave è aver rifiutato la discussione sul conflitto di interessi che caratterizza il suo operato (cfr: "Roncadin: Troppa carne al fuoco).

Come avviene puntualmente, con non encomiabile frequenza, il Collegio Sindacale non ha ritenuto di richiamare il Presidente invitandolo a rispettare la legge. Forse i membri del Collegio Sindacale hanno taciuto temendo di essere "zittiti " dal padrone.

Splendido esame di sintesi è, poi, il verbale dell'assemblea redatto dal Notaio Nicola Cinotti (con studio in Corso Vittorio Emanuele n. 229 - Roma) al quale non deve essere nota tutta l'evoluzione del passaggio dal verbale "sintetico" al verbale "analitico" . Suggerire di aggiornarsi è, dunque , doveroso !

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Sono state "proposte" in sede assembleare nuove disposizioni statutarie "al fine di utilizzzare le opportunità della legge in tema di organizzazione e funzionamento degli organi sociali".

Per quanto riguarda la convocazione dell'assemblea - "organo sovrano" - si legge nella relazione degli amministratori che "si è ritenuto opportuno ampliare la scelta dei luoghi includendo, oltre l'Italia, gli stati dell'Unione Europea e gli Stati Uniti".

E' difficile dire se aver voluto stabilire che l'assemblea può essere convocata non soltanto in Europa, ma anche negli Stati Uniti, è stata una "civetteria", una voluta "discriminante" per l'azionariato minore e/o soltanto una prova di superficialità.

Anche per quanto riguarda il Consiglio di amministrazione si è prevista la possibilità di convocare le riunioni nei "paesi dell'unione Europea e negli Stati Uniti". Il CdA consta di n. 8 consiglieri e n. 3 sindaci effettivi, e sarebbe quindi interessante sapere quanto inciderebbero sui conti (non certo positivi) della società i costi di viaggio e pernottamento nel caso in cui il consiglio decida di riunirsi a Orlando (Florida-USA) o a San Diego (California-USA), confidando, naturalmente, nella scelta del giorno in un periodo di bassa stagione!

Di Dario dovrebbe, insomma aggiornarsi o meglio avvalersi di consulenti aggiornati in tema di tecnologia multimediale e prevedere nello Statuto anche la possibilità - almeno per il consiglio - di riunirsi via "telephone-conference": i conti della società potrebbero giovarne!

In fondo, si legge sul sito internet istituzionale della società che: "l'obiettivo strategico per eccellenza dell'azienda è quello di creare valore per gli azionisti": una delle solite "frasi fatte" prive di contenuto !

Con un azionista di riferimento come Di Dario Dante c'è il rischio che l'azionista Roncadin (sia detto senza offesa ma per il gusto dell'iperbole) diventi un "Pollo" Arena.