(Settembre/2004)
ASSO DI PICCHE

 
 
  1)
I Romiti
 
predicano bene ma...


La parola di Cesare Romiti - doveroso presenzialista - non poteva mancare (e non è mancata) al meeting annuale di Comunione e Liberazione.

Riferiscono le cronache di un suo apprezzato ed applaudito intervento.

Con un titolo a tutta pagina, "QN Quotidiano Nazionale" del 26 agosto ha puntualizzato:
"Romiti:"Ora Confindustria cambi marcia" .

Più o meno sulle stesse righe i resoconti ed i commenti di altri quotidiani.

Nel testo si precisa:
" Cesare Romiti fa subito capire che delle "parole" si è stufato".
Dopo una serie di reprimende sull'atteggiamento di Confindustria e del Governo, Romiti riferendosi all'esigenza di moralizzare l'industria, "fa due proposte "provocatorie". Prima: gli imprenditori tramite le proprie organizzazioni, si autotassino per la ricerca. Seconda: dico basta alle stock option che arricchiscono pochi".

Le affermazioni di Cesare Romiti possono essere più o meno condivisibili, ma al netto di un innegabile tasso di demagogia di cui sono impregnate, non si può e non si deve dimenticare la "per lui" fruttuosa vendita delle azioni RCS (ns archivio:"RCS S.p.A.: " i dritti ed i fessi"). Non si può, del resto neanche dimenticare la lucrosa Stock Option di cui beneficia il figlio Maurizio, (4 milioni di azioni) dalla Gemina, di cui i Romiti sono azionisti di riferimento.


E' bene, inoltre, ricordare le condizioni poste - ed ottenute - da Maurizio Romiti per il disimpegno dalla RCS.

Sull'argomento ha scritto "Finanza e Mercati" del 23 giugno:

Per concludere Cesare Romiti in merito alla prima proposta non ha annunciato di voler dare l'esempio. Infatti nè la sua Società, nè quelle che controlla (Gemina, Impregilo, ecc..) hanno deciso di autotassarsi.

Sulla Stock Option ha ignorato quella di cui beneficia il figlio ed alla quale non pare voglia rinunciare.
Quanto alla "moralizzazione", le condizioni pretese ed ottenute per il congedo di Maurizio Romiti sono un esempio di come "si frega il fisco".

Forse Cesare Romiti e figli rientrano nella categoria di quanti predicano bene ma....

 

 

= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =

 

  2) Juventus
 
alchimie in bilancio

Dal

" Il vecchio sistema per aggiustare i bilanci non è morto. Così un onesto giocatore diventa un crac".

omissis

Quanto riferisce il Corriere della Sera dovrebbe essere oggetto di attenta valutazione da parte del Collegio Sindacale e della Società di revisione (la PricewaterhouseCoopers S.p.A.). La Juventus S.p.A. è una società quotata in Borsa il cui bilancio non potrebbe e non può essere oggetto di escamotage per "gonfiare" nè i ricavi, nè i costi.

Sconcerta che operazioni come quella riferita su Carini - e non smentita - abbiano l'approvazione dell'avv. Franzo Grande Stevens Presidente della società bianconera.

Il caso Carini dovrebbe porre al Collegio Sindacale della Juventus ed alla società di certificazione l'obbligo di una attenta revisione dei valori attribuiti in bilancio ai giocatori, anche alla luce del ridimensionamento delle quotazioni. Da parte degli organismi di controllo dovrebbero essere accertate le minusvalenze derivanti dalla ridefinizione dei valori di mercato e "pretendere" che vengano evidenziate in bilancio. L'intervento della Consob sarebbe non soltanto utile, ma molto opportuna.

E', dunque, tempo che le società di calcio, soprattutto quelle quotate, "rientrino" nel rispetto, e non soltanto formale, della normativa, fornendo bilanci veritieri e perciò attendibili.

Certo, non deve essere agevole per "personalità" come Luciano Moggi, Consigliere e Direttore Generale della Juventus, cambiare modo di pensare e di agire dopo tanti anni di "onorati" successi nella gestione delle valutazioni e delle compravendite dei giocatori.

Ai Consiglieri indipendenti, ai Sindaci ed ai certificatori l'"ingrato" compito di "tentare di riuscirci".

 

= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = = =

 

  3) Ferrovie Nord S.p.A.
 
l'automulta

I conti della Società non brillano in quanto il bilancio del 2003 ha chiuso con un utile dimezzato rispetto all'esercizio precedente, destinato tutto a riserve.

La Regione Lombardia "gestisce" la Società tramite l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro (anni 41). Alcune sue tesi "stravaganti" sulla distribuzione del dividendo - e non soltanto - sono state già segnalate (ns. archivio: Ferrovie Nord Milano "L'arroganza del potere").

Nell'assemblea di bilancio del 28 giugno Massimo Corsari (anni 41), come riferisce il verbale ha rivolto "ringraziamenti al Consiglio di Amministrazione e così al Presidente e al Vice Presidente e al Collegio Sindacale per il lavoro prestato e per il risutato dell'anno 2003, anche in relazione all'attenzione prestata alle segnalazioni della Regione Lombardia; ringrazia anche il Direttore Generale per la costante collaborazione".

Meno di due mesi dopo il quotidiano Il Giorno ha riferito:

La Regione Lombardia, tramite il suo rappresentante Massimo Corsaro (anni 41) redarguisce quel Consiglio con cui Corsaro si era da poco complimentato.

La Regione Lombardia avrebbe dovuto o dovrebbe sostituire il Consiglio di Amministrazione in seguito al paradosso che dopo accertamenti esterni, ha dovuto multare una propria società per avere la stessa fornito un servizio pieno di lacune.

Sia come sia, potrebbe essere divertente, se non fosse prova di inefficienza la constatazione che la Regione ha multato se stessa.