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Gli amministratori di una Società devono convocare entro quattro
mesi dalla fine dell'esercizio sociale (di norma un anno) l'assemblea
ordinaria degli azionisti per sottoporre all'approvazione dei
soci il bilancio economico ed una relazione esplicativa del bilancio
stesso e dell'attività svolta.
L'assemblea
di bilancio è, perciò il momento centrale nella vita di una Società:
è l'unico nel quale ogni azionista - e quindi ogni piccolo azionista
- può esaminare e discutere con gli altri azionisti e con gli
amministratori ciò che è stato fatto: gli aspetti positivi e quelli
negativi della gestione. È il momento in cui, con il proprio voto,
l'azionista qualifica ed esalta il proprio ruolo di "comproprietario"
della Società.
Se
l'assemblea deve essere convocata entro quattro mesi dalla fine
dell'esercizio (eventi eccezionali consentono tuttavia la convocazione
entro il maggior termine di sei mesi) ne consegue che, corrispondendo
di norma l'esercizio sociale con l'anno solare, le assemblee devono
essere convocate entro il 30 aprile.
La
quasi totalità delle Società quotate in Borsa interpretano, invece,
"entro quattro mesi" come se fosse scritto "non prima di 90 giorni";
un obbligo, cioè, ad utilizzare solo il mese di aprile se non
proprio l'ultima decade di questo mese. La concentrazione delle
assemblee in pochi giorni preclude di fatto all'azionista risparmiatore
(quello che possiede azioni di più società anche per l'esigenza
di ripartire il rischio) di poter svolgere il ruolo che la legge
e lo statuto gli assegnano come inalienabile diritto.
Sommerso
dai bilanci e dalle relazioni predisposti per le assemblee convocate
in pochi giorni (se non per lo stesso giorno ) l'azionista risparmiatore
- che lo voglia - non ha materialmente il tempo neppure di leggere
la documentazione. La coincidenza delle assemblee gli preclude
- ed è più grave - anche il diritto di parteciparvi, non disponendo
del dono della "pluriubiquità" che pare caratterizzi i santoni
del Tibet. "Tutte insieme appassionatamente": il titolo di un
vecchio film di successo può quindi
essere assunto come il motto delle assemblee delle Società in
aprile.
L'importanza
dell'argomento è stata già oggetto della circolare 12 marzo 1981
della Consob in cui è scritto:
"LA
COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA, IN VISTA DELLA
ORMAI PROSSIMA STAGIONE ASSEMBLEARE, RACCOMANDA A TUTTE LE SOCIETA'
E GLI ENTI SOGGETTI AGLI OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE DI CUI ALL'ART.
1/4 DELLA LEGGE 7-61974, N. 216: 1) DI EVITARE, IN QUANTO POSSIBILE,
LA CONCENTRAZIONE DELLE ASSEMBLEE NEGLI ULTIMI GIORNI ANTECEDENTI
LA SCADENZA DEL TERMINE PREVISTO DALL'ART. 2364 C.C. A TALE SCOPO
LE SOCIETA' E GLI ENTI INTERESSATI POSSONO RIVOLGERSI ALLA CONSOB
- SERVIZIO SOCIETA' (SEGRETERIA ORE 9-13, TELEFONO 844.04.51/252)
INDICANDO LA PREVISTA DATA DI CONVOCAZIONE DELL'ASSENBLEA, IL
SERVIZIO SOCIETA' SEGNALERA' LE EVENTUALI ALTRE RIUNIONI ASSEMBLEARI
GIA' FISSATE PER LO STESSO GIORNO: 2) DI INTEGRARE LA PUBBLICITA'
DELL'AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA COME PREVISTO DALL'ART.
2366, COMMA 2 C.C., CON LA PUBBLICAZIONE A MEZZO STAMPA QUOTIDIANA
DELL'AVVISO STESSO; 3) DI PERMETTERE CHE ESPERTI, ANALISTI FINANZIARI
E GIORNALISTI QUALIFICATI ASSISTANO ALLA RIUNIONI E ASSEMBLEARE."
Questo
richiamo della Consob - come tutti quelli che lo hanno seguito
- ha avuto, purtroppo, un esito insoddisfacente.
A poco o niente sono serviti gli articoli che, ogni anno, appaiono
sulla stampa per criticare la concentrazione delle assemblee.
"Tutti insieme appassionatamente" - quindi - anche nell'aprile
1986, come nel 1985, come nel 1984, come sempre da allora.
Ogni Società ha oggi un sistema contabile con aggiornamento completo
dei dati un mese per l'altro, quando non all'interno dello stesso
mese. Oggi rifugiarsi nelle difficoltà tecniche, equivale ad attribuirsi
una patente di inefficienza nel (e del) sistema contabile - amministrativo
e, quindi, anche gestionale.
È da aggiungere che la concentrazione di decine e decine di assemblee
di bilancio in pochi giorni riduce necessariamente (non foss'altro
che per ragioni di spazio) a poche righe l'informazione sulla
stampa quotidiana, quella, cioè, che segue in genere il risparmiatore
medio.
La
spiegazione a queste discrasie è forse nel modo sostanzialmente
distaccato e disinformato in cui la grande maggioranza dei piccoli
risparmiatori svolge il proprio ruolo.
Se più azionisti esercitassero il proprio diritto , come è loro
interesse:
- pretendendo
che sia mandata loro la relazione del Consiglio ed il Bilancio;
- partecipando
alle assemblee (e quindi ricordandosi di dare incarico alla
Banca presso cui hanno i titoli in deposito di chiedere il biglietto
di partecipazione);
- delegando
altri a rappresentarli quando è impossibile farlo direttamente.
Se
facessero "sentire" la loro presenza in modo concreto, le assemblee
svolgerebbero il loro ruolo effettivo con indubbio beneficio per
l'intero sistema. È l'inerzia dei risparmiatori quindi, ciò che
consente a molti - troppi - amministratori di considerare l'assemblea
una pura formalità voluta dalla legge ed alla quale adempiere
solo per dovere d'ufficio: il più tardi possibile naturalmente
'Tutti insieme appassionatamente'. "
Questo
è il testo di un articolo pubblicato da Leadership Medica
(n. 3 /1986 ) edita dalla Cesil ( del cui gruppo editoriale fa
parte anche questa testata ).
Da
quella data nulla è cambiato - malgrado:
- il
Codice di comportamento adottato dalle quotate;
- l'asserita
e non rispettata centralità dell'azionista di minoranza;
- la
teorizzazione dell'esigenza di una informativa tempestiva e
completa.
Purtroppo,
nulla proprio nulla è cambiato !!
Oggi
come allora: assemblee di bilancio ? Tutte insieme appassionatamente.
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