(Marzo/2003)
CAD IT S.p.A.
le parti del leone

Con l'OPVS dell'ottobre 2000 vennero collocate al prezzo di € 32,00 cad. N. 2.465.000 azioni ordinarie. Di queste N. 242.500 furono poste in vendita dai precedenti azionisti proprietari che, pertanto, si ripartirono incassandolo, il controvalore di €/milioni 7,760. N. 1.980.000 azioni costituivano invece un aumento di capitale e il cui importo ( €/milioni 63.360 ) entrò nelle casse della Società.

Azionisti venditori furono:

- Giuseppe Dal Cortivo e consorte
- Luigi Zanella e consorte
- Giampietro Magnani e consorte
- Maurizio Rizzoli e consorte

ogni coppia, introitò dalla vendita di N. 60.625 azioni, €/milioni 1.940.

Le quattro "coppie" al termine dell'OPVS detenevano ( e detengono tutt'ora ) il controllo della Società con circa il 70% del Capitale Sociale.

Nel Prospetto Informativo, l'aumento del capitale era stato così illustrato:

" La Società destinerà il ricavato netto derivante dal collocamento delle azioni offerte in sottoscrizione nell'ambito dell'Offerta Globale:

  • all'attuazione delle strategie di sviluppo più analiticamente descritte nel Paragrafo 1.2.18, Capitolo I;
  • allo sviluppo e completamento del Sistema Informativo Bancario Integrato (SIBAC) ed alla sua diffusione mediante adeguate politiche commerciali presso banche di medio-piccole dimensioni;
  • allo sviluppo e completamento dei sistemi di "trading on line, e-banking e e-commerce" ed alla loro diffusione mediante adeguate politiche commerciali presso le banche tradizionali e le c.d. banche virtuali;
  • al finanziamento di nuove acquisizioni e/o "partnership" strategicamente importanti per l'estensione dell'attività del Gruppo a nuovi mercati geografici."

Tanto premesso, con una nota del 26/02 u.s. la Società ha comunicato la decisione di proporre all' assemblea convocata per il 10/4 la distribuzione di un dividendo straordinario di € 3,00 per azione da prelevare dalla Riserva costituita dal sovrapprezzo con cui erano state gravate le azioni in sede di aumento di Capitale.

Questa distribuzione di parte dei soldi incassati dalla Società con l'aumento di Capitale dell'Ottobre 2000 è stata così illustrata:

" Il management di CAD IT ritiene opportuna tale operazione considerando i seguenti aspetti:

a) la capacità dell'azienda di autofinanziare i propri piani di sviluppo grazie ai flussi di cassa futuri, agli assets aziendali ed al vasto portafoglio di prodotti già realizzati. Quest'ultimo aspetto implica, rispetto al passato, minori necessità di acquisire Società prodotto;
b) il costo medio ponderato del capitale nella fase di mercato attuale, caratterizzata da un alto costo dei mezzi propri ( corsi di borsa bassi ) e basso costo del debito ( tassi di interesse ai minimi storici di lungo periodo).

In sostanza nell'ottobre 2000 dalla maggioranza, sono stati chiesti al mercato circa 60 €/milioni e, dopo un tempo relativamente breve, la stessa maggioranza ( i cui esponenti compongono il Consiglio di Amministrazione ) dichiara che la metà di quei soldi non servono .

E' da annotare che questa affermazione segue di pochi mesi l'assemblea sul bilancio 2001 ( 30 aprile 2002) in cui lo stesso Consiglio e la stessa maggioranza che oggi "proclamano" un eccesso di liquidità, decisero la distribuzione di un dividendo di € 0,356, nettamente inferiore a quello di € 0,650 dell'esercizio precedente.

In meno di un anno dunque, si sarebbero determinate condizioni tali da determinare un capovolgimento di valutazioni e di strategie. Le argomentazioni addotte dalla Società appaiono opinabili e prive di riscontri oggettivi.

Nel consolidato al 31/12 il "Risultato ante Imposte" infatti è "precipitato" da €/milioni 17,348 del 2001 a €/milioni 8,189!. Altrettanto negativo il saldo del Conto Economico della Capogruppo in cui l'utile di esercizio ( 3,133 €/milioni) è circa un terzo di quello dell'esercizio precedente ( 10,341 €/milioni). Si aggiunga che al 31/12/2002 le disponibilità di cassa e conti bancari ammontavano ad €/milioni 27,00 - per cui pagando il dividendo straordinario si azzererebbero - .
I motivi di riflessione sulla "logica" della proposta del Consiglio certo non mancano

Ad occhio e croce l'importo globale della cedola extra sarebbe di €/milioni 27; alle quattro famiglie costituenti la maggioranza, andrebbero ( per le azioni di loro pertinenza ) circa €/milioni 17 .

Si distribuirà dunque il 45% dell'importo incassato dall'aumento di Capitale; agli azionisti venditori ne andrà circa il 28% !.

I risparmiatori che, sottoscrivendo, hanno ritenuto di compiere un investimento finalizzato a dotare la Società dei Capitali per uno sviluppo rapido e redditizio, dovranno prendere atto che il 28% dei loro soldi andrà nelle tasche di chi, in sede di OPVS, non ha versato neppure una lira.

Il titolo collocato ad € 32 è attualmente trattato a meno di un terzo: dal mercato giunge quindi una valutazione che non può certo definirsi positiva.

La Società ha convocato l'assemblea per la delibera sul dividendo straordinario il 10 aprile, e quella per l'approvazione del bilancio il 30 aprile.

E' del tutto logico chiedersi il perchè dell'anticipo di 20 giorni quando sarebbe stato del tutto normale demandare ad una sola assemblea tutte le decisioni.

Già ! Che fretta c'era ?

Venti giorni in più non avrebbero, infatti, modificato una decisione all'insegna de " le parti del leone".