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Con l'OPVS dell'ottobre 2000 vennero collocate al prezzo
di € 32,00 cad. N. 2.465.000 azioni ordinarie. Di queste
N. 242.500 furono poste in vendita dai precedenti azionisti proprietari
che, pertanto, si ripartirono incassandolo, il controvalore di
€/milioni 7,760.
N. 1.980.000 azioni costituivano invece un aumento di capitale
e il cui importo ( €/milioni 63.360 ) entrò nelle
casse della Società.
Azionisti
venditori furono:
| - |
Giuseppe
Dal Cortivo e consorte |
| - |
Luigi
Zanella
e consorte |
| - |
Giampietro
Magnani e consorte |
| - |
Maurizio
Rizzoli e
consorte |
ogni
coppia, introitò dalla vendita di N. 60.625 azioni, €/milioni
1.940.
Le
quattro "coppie" al termine dell'OPVS detenevano
( e detengono tutt'ora ) il controllo della Società con
circa il 70% del Capitale Sociale.
Nel
Prospetto Informativo, l'aumento del capitale era stato così
illustrato:
"
La Società destinerà il ricavato netto derivante
dal collocamento delle azioni offerte in sottoscrizione nell'ambito
dell'Offerta Globale:
- all'attuazione
delle strategie di sviluppo più analiticamente descritte
nel Paragrafo 1.2.18, Capitolo I;
- allo
sviluppo e completamento del Sistema Informativo Bancario Integrato
(SIBAC) ed alla sua diffusione mediante adeguate politiche commerciali
presso banche di medio-piccole dimensioni;
- allo
sviluppo e completamento dei sistemi di "trading on line,
e-banking e
e-commerce"
ed alla loro diffusione mediante adeguate politiche commerciali
presso le banche tradizionali e le c.d. banche virtuali;
- al
finanziamento di nuove acquisizioni e/o "partnership"
strategicamente importanti per l'estensione dell'attività
del Gruppo a nuovi mercati geografici."
Tanto
premesso, con una nota del 26/02 u.s. la Società ha comunicato
la decisione di proporre all' assemblea convocata per il 10/4
la distribuzione di un dividendo straordinario di € 3,00
per azione da prelevare dalla Riserva costituita dal sovrapprezzo
con cui erano state gravate le azioni in sede di aumento di Capitale.
Questa
distribuzione di parte dei soldi incassati dalla Società
con l'aumento di Capitale dell'Ottobre 2000 è stata così
illustrata:
"
Il management di CAD IT ritiene opportuna tale operazione
considerando i seguenti aspetti:
a)
la capacità dell'azienda di autofinanziare i propri piani
di sviluppo grazie ai flussi di cassa futuri, agli assets aziendali
ed al vasto portafoglio di prodotti già realizzati. Quest'ultimo
aspetto implica, rispetto al passato, minori necessità
di acquisire Società prodotto;
b) il costo medio ponderato del capitale nella fase di mercato
attuale, caratterizzata da un alto costo dei mezzi propri ( corsi
di borsa bassi ) e basso costo del debito ( tassi di interesse
ai minimi storici di lungo periodo).
In sostanza
nell'ottobre 2000 dalla maggioranza, sono stati chiesti al mercato
circa 60 €/milioni e, dopo un tempo relativamente breve, la
stessa maggioranza ( i cui esponenti compongono il Consiglio di
Amministrazione ) dichiara che la metà di quei soldi non
servono .
E'
da annotare che questa affermazione segue di pochi mesi l'assemblea
sul bilancio 2001 ( 30 aprile 2002) in cui lo stesso Consiglio
e la stessa maggioranza che oggi "proclamano"
un eccesso di liquidità, decisero la distribuzione di un
dividendo di € 0,356, nettamente inferiore a quello di €
0,650 dell'esercizio precedente.
In
meno di un anno dunque, si sarebbero determinate condizioni tali
da determinare un capovolgimento di valutazioni e di strategie.
Le argomentazioni addotte dalla Società appaiono opinabili
e prive di riscontri oggettivi.
Nel
consolidato al 31/12 il "Risultato ante Imposte"
infatti è "precipitato" da €/milioni
17,348 del 2001 a €/milioni 8,189!. Altrettanto negativo
il saldo del Conto Economico della Capogruppo in cui l'utile
di esercizio ( 3,133 €/milioni) è circa un terzo di
quello dell'esercizio precedente ( 10,341 €/milioni). Si
aggiunga che al 31/12/2002 le disponibilità di cassa e
conti bancari ammontavano ad €/milioni 27,00 - per cui pagando
il dividendo straordinario si azzererebbero - .
I motivi di riflessione sulla "logica" della
proposta del Consiglio certo non mancano
Ad
occhio e croce l'importo globale della cedola extra sarebbe di
€/milioni 27; alle quattro famiglie costituenti la maggioranza,
andrebbero ( per le azioni di loro pertinenza ) circa €/milioni
17 .
Si
distribuirà dunque il 45% dell'importo incassato dall'aumento
di Capitale; agli azionisti venditori ne andrà circa il
28% !.
I
risparmiatori che, sottoscrivendo, hanno ritenuto di compiere
un investimento finalizzato a dotare la Società dei Capitali
per uno sviluppo rapido e redditizio, dovranno prendere atto che
il 28% dei loro soldi andrà nelle tasche di chi, in sede
di OPVS, non ha versato neppure una lira.
Il
titolo collocato ad € 32 è attualmente trattato a
meno di un terzo: dal mercato giunge quindi una valutazione che
non può certo definirsi positiva.
La
Società ha convocato l'assemblea per la delibera sul dividendo
straordinario il 10 aprile, e quella per l'approvazione del bilancio
il 30 aprile.
E'
del tutto logico chiedersi il perchè dell'anticipo di 20
giorni quando sarebbe stato del tutto normale demandare ad una
sola assemblea tutte le decisioni.
Già
! Che fretta c'era ?
Venti
giorni in più non avrebbero, infatti, modificato una decisione
all'insegna de " le parti del leone".
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