(Febbraio/2002)
Mediaset S.p.A.
"il titolo regge"

La contrazione della spesa pubblicitaria già grava sui conti al 30/09 e suscita legittime attese per le ripercussioni sul bilancio chiuso il 31 dicembre 2002.A dire il vero già i dati al 30 giugno, a livello di Capogruppo, non sono stati incoraggianti. Nel " Conto economico " al 30/06, infatti :
  • il " Valore della produzione " è regredito rispetto a quello dell'esercizio precedente ( 30/06/01 €mil. 179,5 - 30/06/00 €mil. 212,9; - 33 );

  • il MOL è migliorato ( 30/06/01 €mil. 40,6 - 30/06/00 €mil. 23,6; + €mil. 17,6 ) ma per una sensibile riduzione degli ammortamenti ( 30/06/01 €mil 119,7 - 30/06/00 €mil. 163,9; - 44,2 );

  • il " Saldo prima delle imposte " ( 30/06/01 €mil. 337,8 - 30/06/00 €mil. 284,8; + 54,0 ) del semestre recepiva la variazione del MOL migliorata dall'apporto di €mil. 24 da variazioni positive nei cambi.
Sull'andamento della S.p.A. non sono disponibili dati più aggiornati in quanto - come è noto - le trimestrali attengono soltanto il Consolidato. Con la puntualizzazione che il confronto con l'esercizio precedente non è del tutto significativo, essendo intervenute variazioni nel perimetro di consolidamento a livello di Gruppo, i dati al 30/09 possono sintetizzarsi così ( cifre in €mil ) :
30/09/01
30/09/00
 
Ricavi netti
1.725,6
1.675,7
 
Margine operativo lordo
1.004,7
980,3
 
Risultato operativo
491,2
505,7
 
Proventi ed oneri finanziari
(80,3)
(24,1)
 
Componenti straordinarie
25,8
(0,8)
 
Risultato pre-imposte
436,7
480,8
 

Il Consiglio di Amministrazione per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione, ha riferito che l' incisiva azione di contenimento dei costi " non bilancerà " l'andamento del fatturato pubblicitario anche se quest'ultimo si confermerà su livelli significativamente superiori a quelli decisamente negativi attesi per il mercato di riferimento. Il Consiglio ha aggiunto :
" sulla base di tali evidenze ed unitamente al negativo contributo che si configura a livello di risultato delle partecipazioni, segnatamente nel settore della telefonia, si prevede per l'esercizio in corso un risultato netto positivo, ancorché inferiore rispetto a quello, da considerarsi comunque eccezionale, conseguito nel 2000 ". Silvio Berlusconi detiene complessivamente il 48,288% del " Capitale sociale "( tramite Fininvest il 47,61% e tramite ISIM S.p.A. lo 0,678% ), mentre la minoranza è rappresentata da c.ca 168.000 azionisti. E' indubbio, peraltro, che Mediaset è una realtà imprenditoriale fra le maggiori esistenti in Italia, con interessi significativi anche all'estero, che esplica la sua attività prevalente in un settore con particolare visibilità.
Da questa constatazione, con riferimento specifico ( ma non esclusivo ) all'attività nella " comunicazione ", ha origine la " questione " del conflitto di interessi fra il Berlusconi azionista di Mediaset ed il Berlusconi Capo del Governo.Nel discuterne i politici sembrano dimenticare che la Società è quotata con tutte le conseguenze che ciò comporta e che in essa sono presenti, ed importanti, oltre agli interessi degli investitori anche quelli dei dipendenti, dei fornitori, dei clienti, ecc,ecc.
Per le dimensioni della Società e per i suoi variegati interessi soprattutto nelle telecomunicazioni, è sempre teoricamente ipotizzabile il conflitto di interessi ma è agevolmente rilevabile il danno che deriverebbe alla Società, ed ai suoi azionisti,da una qualsiasi " formula " di inibizione ad agire liberamente.
Per fortuna il " fossato " che divide la " querelle " dei politici dal realismo dei mercati finanziari evita che le azioni Mediaset siano inquinate dalle discussioni , dai progetti, dalle diattribe su Berlusconi ed il suo conflitto di interessi; si può aggiungere che l'insieme delle inchieste, delle perquisizioni, delle contestazioni giudiziarie che di volta in volta hanno interessato la Società ed il suo management, non ne hanno " scalfito " l'immagine nè hanno inciso negativamente sui risultati della gestione.Per questo, malgrado il contrastato andamento borsistico, " il titolo regge ".