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Si susseguono a ritmo incalzante i comunicati di società
- soprattutto Istituti di Credito - che annunciano incrementi
"favolosi" oltre che nei ricavi, nel MOL e
nei profitti netti.
Nella recente assemblea Unicredito a chi suggeriva al Dr.
Profumo di usare il "condizionale" nell'annunciare
i traguardi del piano quadriennale, l'amministratore delegato
rispose che la Società confermava senza riserve il già
detto.
Ciò premesso è stata una più che piacevole
sorpresa la "nota" aggiuntiva sul comunicato
stampa della Ras del 30 gennaio in cui sono anticipati
i risultati consolidati del 2001.
Questo è il testo della nota:
"Alcune dichiarazioni riportate in questo testo potrebbero
essere dichiarazioni di aspettative future e dati previsionali
basati sull'attuale management e presentano rischi noti e non
noti che potrebbero far discostare i risultati, le performance
e gli eventi da quanto esplicitamente o implicitamente contenuto
in tali dichiarazioni. Oltre alle espressioni che risultano previsionali
in ragione del contesto in cui sono collocate, le parole quali
"potrebbe, sarà, dovrebbe, ci si aspetta, si prevede,
si ritiene , si crede, è stimato, potenzialmente e così
via", caratterizzano dichiarazioni di tipo previsionale.
I risultati, gli eventi, e le performance potrebbero discostarsi
considerevolmente da tali previsioni in cosiderazione, senza limitazioni,
di (i) condizioni economiche generali, tra le quali in particolare
le condizioni economiche delle aree di business e dei mercati
in cui operano Ras e la controllante Allianz, (ii) performance
dei mercati finanziari, mercati emergenti inclusi (iii) frequenza
ed entità dei sinistri, (iv) tassi e tendenze di mortalità
e morbilità, (v) livelli di persistenza, (vi) livello dei
tassi di interesse, (vii) tassi di cambio, incluso il cambio in
euro-dollaro, (viii) mutamenti nei livelli della concorrenza,
(ix) cambiamenti delle leggi e dei regolamenti, inclusa la convergenza
monetaria e l'Unione Monetaria Europea, (x) cambiamenti nelle
politiche delle banche centrali, (xi) impatto dell'acquisizione
di Dresdner Bank, attualmente in attesa della formalizzazione,
incluso i temi della relativa integrazione e (xii) fattori generali
di competitività su base locale, regionale, nazionale e/o
internazionale. Le dichiarazioni contenute nel presente comunicato
sono inoltre soggette ai rischi ed alle incertezze descritte di
volta in volta nelle comunicazioni tra Allianz e la U.S. Securities
and Exchange Commission. Allianz non si assume l'obbligo di aggiornare
i dati previsionali contenuti in questo comunicato".
Anche nella più totale convinzione che le indicazioni delle
Società, degli analisti, dei report siano redatte nella
più assoluta buona fede, resta un dato di fatto: nessuno,
proprio nessuno può dare certezze sul futuro. Sul futuro
si possono costruire ipotesi: la nota della Ras è sotto
questo profilo esemplare.
Ciò premesso resta la constatazione che, purtroppo, quanti
operano nel "cosiddetto" mercato la dimenticano.
Dimenticano che ogni proiezione sul futuro è attendibile,
( quando lo è), soltanto nel momento in cui viene formulata:
già il giorno successivo potrebbe non esserlo più
per il sopravvenire di una fra le tante variabili possibili e
non sempre ipotizzabili.
Se questa elementare cautela fosse adottata molte "lacrime"
sarebbero state risparmiate in passato e molte verrebbero evitate
per il futuro.
Volutamente non si prendono in esame i troppi, ripetuti esempi
di giudizi viziati da conflitti di interesse.
Un esempio eclatante in merito potrebbe essere quello della
Enron. Ha ricordato "Borsa e finanza"
del 19/1 "a metà ottobre in piena crisi 16 analisti
su 17 consigliavano strong buy sul titolo". Daniel
Scotto, ex analista di Paribas che aveva anticipato
la crisi, fu licenziato ed è disoccupato.
Capita l'antifona?
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