(Febbraio/2002)
RAS S.p.A.
"l'antifona"

Si susseguono a ritmo incalzante i comunicati di società - soprattutto Istituti di Credito - che annunciano incrementi "favolosi" oltre che nei ricavi, nel MOL e nei profitti netti.
Nella recente assemblea Unicredito a chi suggeriva al Dr. Profumo di usare il "condizionale" nell'annunciare i traguardi del piano quadriennale, l'amministratore delegato rispose che la Società confermava senza riserve il già detto.

Ciò premesso è stata una più che piacevole sorpresa la "nota" aggiuntiva sul comunicato stampa della Ras del 30 gennaio in cui sono anticipati i risultati consolidati del 2001.

Questo è il testo della nota:

"Alcune dichiarazioni riportate in questo testo potrebbero essere dichiarazioni di aspettative future e dati previsionali basati sull'attuale management e presentano rischi noti e non noti che potrebbero far discostare i risultati, le performance e gli eventi da quanto esplicitamente o implicitamente contenuto in tali dichiarazioni. Oltre alle espressioni che risultano previsionali in ragione del contesto in cui sono collocate, le parole quali "potrebbe, sarà, dovrebbe, ci si aspetta, si prevede, si ritiene , si crede, è stimato, potenzialmente e così via", caratterizzano dichiarazioni di tipo previsionale. I risultati, gli eventi, e le performance potrebbero discostarsi considerevolmente da tali previsioni in cosiderazione, senza limitazioni, di (i) condizioni economiche generali, tra le quali in particolare le condizioni economiche delle aree di business e dei mercati in cui operano Ras e la controllante Allianz, (ii) performance dei mercati finanziari, mercati emergenti inclusi (iii) frequenza ed entità dei sinistri, (iv) tassi e tendenze di mortalità e morbilità, (v) livelli di persistenza, (vi) livello dei tassi di interesse, (vii) tassi di cambio, incluso il cambio in euro-dollaro, (viii) mutamenti nei livelli della concorrenza, (ix) cambiamenti delle leggi e dei regolamenti, inclusa la convergenza monetaria e l'Unione Monetaria Europea, (x) cambiamenti nelle politiche delle banche centrali, (xi) impatto dell'acquisizione di Dresdner Bank, attualmente in attesa della formalizzazione, incluso i temi della relativa integrazione e (xii) fattori generali di competitività su base locale, regionale, nazionale e/o internazionale. Le dichiarazioni contenute nel presente comunicato sono inoltre soggette ai rischi ed alle incertezze descritte di volta in volta nelle comunicazioni tra Allianz e la U.S. Securities and Exchange Commission. Allianz non si assume l'obbligo di aggiornare i dati previsionali contenuti in questo comunicato".

Anche nella più totale convinzione che le indicazioni delle Società, degli analisti, dei report siano redatte nella più assoluta buona fede, resta un dato di fatto: nessuno, proprio nessuno può dare certezze sul futuro. Sul futuro si possono costruire ipotesi: la nota della Ras è sotto questo profilo esemplare.

Ciò premesso resta la constatazione che, purtroppo, quanti operano nel "cosiddetto" mercato la dimenticano.
Dimenticano che ogni proiezione sul futuro è attendibile, ( quando lo è), soltanto nel momento in cui viene formulata: già il giorno successivo potrebbe non esserlo più per il sopravvenire di una fra le tante variabili possibili e non sempre ipotizzabili.

Se questa elementare cautela fosse adottata molte "lacrime" sarebbero state risparmiate in passato e molte verrebbero evitate per il futuro.
Volutamente non si prendono in esame i troppi, ripetuti esempi di giudizi viziati da conflitti di interesse.
Un esempio eclatante in merito potrebbe essere quello della Enron. Ha ricordato "Borsa e finanza" del 19/1 "a metà ottobre in piena crisi 16 analisti su 17 consigliavano strong buy sul titolo". Daniel Scotto, ex analista di Paribas che aveva anticipato la crisi, fu licenziato ed è disoccupato.

Capita l'antifona?