(Febbraio/2002)
SAI - Fondiaria
"un futuro da costruire"

"L'affare SAI - Fondiaria" ha tenuto banco sulla stampa per mesi con titoli cubitali ed articoli ampi e dettagliati . Chiunque acquista e legge un quotidiano conosce anche come si è concluso.

L'azionariato di Fondiaria dopo l'intesa risulta suddiviso fra:

- Mediobanca
13,78 %
- SAI
9,71%
- J.p. Morgan
9,09%
- Interbanca
6,90%
- Micheli
6,24%
- Promofinan
5,82%
- Banca d'Italia
2,32%
- G.Agnelli
2,12%
- Montedison
2,11%
- Milano Assicurazioni
2,48%
- Mercato
39,43%
SAI, J.p. Morgan, Interbanca e Micheli, detengono, dunque complessivamente il 31,94%.

Ciò premesso, la maggioranza dei commentatori concentra la propria attenzione sull'ipotesi di una fusione SAI - Fondiaria, con corollari che si estendono dalla vendita della Milano (magari con successiva assegnazione di maxidividendo agli azionisti Fondiaria), accordi con la Toro, ad un possibile intervento di AXA, ecc. ecc..

E' chiaro che a voler costruire ipotesi di politiche e/o di strategie future si entra nel regno del "chi più ne ha più ne metta".
Per restare con i piedi a terra e per guardare all'"essere", lasciando ad altri il "divenire", si possono logicamente prevedere alcune delle iniziative in corso:

- Il primo argomento iscritto in una ipotizzata "agenda dei lavori" è la ricerca di accordo fra il Gruppo Ligresti ed i "fiorentini" per la composizione del Consiglio di Amministrazione . Il buon senso porterebbe a concludere che non ci dovrebbero essere ostacoli alla riconferma alla presidenza di Pecci, con unaVice- Presidenza qualificata SAI, quale quella di Ciani che di SAI è l'Amministratore Delegato.
 
 
 
 
- Il secondo tema è il ruolo dell'Amministratore Delegato di Fondiaria Gavazzi. Non sorprenderebbe il suo mantenimento nell'incarico, con competenza sull'attività assicurativa, mentre la delega per la gestione immobiliare e finanziaria potrebbe essere assunta del V.Presidente Ciani che già la detiene in SAI..
 
 
-

Una presidenza ai fiorentini;
una V. Presidenza alla SAI ;
le deleghe ripartite fra Gavazzi e Ciani;
un Consiglio in cui tutti gli azionisti significativi (ovviamente Mediobanca inclusa) siano rappresentati;

 
 
 
 

E' questo il più probabile progetto di Corporate Governance per la Fondiaria nei mesi che precederanno l'Assemblea di bilancio che sarà chiamata anche alla elezione del Consiglio di Amministrazione in scadenza.Dopo l'assemblea, ci sarà tutto il tempo per studiare ed attuare sinergie fra le due Compagnie, prima fra tutte la valorizzazione di Banca SAI: una struttura, cioè, del tutto assente nella Fondiaria.
La fusione, in questo momento, apparirebbe soltanto una teorizzazione che, mentre è priva di possibilità di attuazione, arrecherebbe dannose turbative alla rete agenziale delle due Compagnie. Non pare dunque d'attualità la "sortita" di Gavazzi: "ora ci sono le condizioni per la fusione".

Per dare pienezza di voto alle proprie azioni in assemblea, SAI pare che si accinga a "parcheggiarle" presso investitori professionali.
Spogliandosi dei titoli SAI precluderebbe inoltre qualsiasi "tentativo" di ipotizzare un "concerto" con i "cavalieri bianchi" che sarebbe soggetto all'obbligo di OPA.

SAI - Fondiaria: un futuro da costruire.