"L'affare SAI - Fondiaria"
ha tenuto banco sulla stampa per mesi con titoli cubitali ed articoli
ampi e dettagliati . Chiunque acquista e legge un quotidiano conosce
anche come si è concluso.
L'azionariato di Fondiaria dopo l'intesa risulta suddiviso fra:
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Mediobanca |
13,78 %
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SAI |
9,71%
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J.p. Morgan |
9,09%
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Interbanca |
6,90%
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Micheli |
6,24%
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Promofinan |
5,82%
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Banca d'Italia |
2,32%
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G.Agnelli |
2,12%
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Montedison |
2,11%
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Milano Assicurazioni |
2,48%
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Mercato |
39,43%
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SAI, J.p. Morgan, Interbanca e Micheli, detengono,
dunque complessivamente il 31,94%.
Ciò premesso, la maggioranza dei commentatori concentra la
propria attenzione sull'ipotesi di una fusione SAI - Fondiaria,
con corollari che si estendono dalla vendita della Milano
(magari con successiva assegnazione di maxidividendo agli azionisti
Fondiaria), accordi con la Toro, ad un possibile intervento
di AXA, ecc. ecc..
E' chiaro che a voler costruire ipotesi di politiche e/o di strategie
future si entra nel regno del "chi più ne ha più
ne metta".
Per restare con i piedi a terra e per guardare all'"essere",
lasciando ad altri il "divenire", si possono logicamente
prevedere alcune delle iniziative in corso:
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Il primo argomento iscritto in una
ipotizzata "agenda dei lavori" è la
ricerca di accordo fra il Gruppo Ligresti ed i "fiorentini"
per la composizione del Consiglio di Amministrazione
. Il buon senso porterebbe a concludere che non ci dovrebbero
essere ostacoli alla riconferma alla presidenza di Pecci,
con unaVice- Presidenza qualificata SAI, quale quella
di Ciani che di SAI è l'Amministratore Delegato. |
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Il secondo tema è il ruolo
dell'Amministratore Delegato di Fondiaria Gavazzi.
Non sorprenderebbe il suo mantenimento nell'incarico, con
competenza sull'attività assicurativa, mentre la delega
per la gestione immobiliare e finanziaria potrebbe essere
assunta del V.Presidente Ciani che già la detiene in
SAI.. |
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Una presidenza ai fiorentini;
una V. Presidenza alla SAI ;
le deleghe ripartite fra Gavazzi e Ciani;
un Consiglio in cui tutti gli azionisti significativi (ovviamente
Mediobanca inclusa) siano rappresentati;
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E' questo il più probabile progetto di Corporate Governance
per la Fondiaria nei mesi che precederanno l'Assemblea di bilancio
che sarà chiamata anche alla elezione del Consiglio di
Amministrazione in scadenza.Dopo l'assemblea, ci sarà tutto
il tempo per studiare ed attuare sinergie fra le due Compagnie,
prima fra tutte la valorizzazione di Banca SAI: una struttura,
cioè, del tutto assente nella Fondiaria.
La fusione, in questo momento, apparirebbe soltanto una teorizzazione
che, mentre è priva di possibilità di attuazione,
arrecherebbe dannose turbative alla rete agenziale delle due Compagnie.
Non pare dunque d'attualità la "sortita"
di Gavazzi: "ora ci sono le condizioni per la fusione".
Per dare pienezza di voto alle proprie azioni in assemblea, SAI
pare che si accinga a "parcheggiarle" presso
investitori professionali.
Spogliandosi dei titoli SAI precluderebbe inoltre qualsiasi "tentativo"
di ipotizzare un "concerto" con i "cavalieri
bianchi" che sarebbe soggetto all'obbligo di OPA.
SAI - Fondiaria: un futuro da costruire.
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