(Febbraio/2002)
San Paolo IMI
"il buco" ENRON

Un comunicato della Media Relations S.Paolo IMI informa che:
"In relazione a notizie stampa e voci di mercato in merito alle esposizioni creditizie verso la Società ENRON, il Gruppo San Paolo IMI precisa che la propria esposizione verso il gruppo statunitense è di ammontare limitato ed è già stata oggetto di attenta valutazione e di congrue rettifiche a valere sui risultati del 2001, che saranno resi noti il 14 febbraio."

Questa tempestiva precisazione, appare tuttavia priva di un dettaglio tutt'altro che ininfluente e cioè l'ammontare dei crediti nei confronti della ENRON.

E poi, francamente sconcertante che la Banca ritenga di ridimensionare, in chiave di mercato e dei suoi azionisti, la gravità dell'esposizione ENRON informando che la accertanda insolvenza sarà oggetto, in bilancio, di "congrue rettifiche".

Sembrerebbe che sia sufficiente ed appagante ricondurre la "posizione" nell'appostazione "Rettifiche" per farle perdere di entità. Dal testo del comunicato sembra, inoltre, doversi attendere che le "congrue rettifiche" non inciderebbero sul risultato di esercizio in quanto non mancherebbero "congrue riprese" iscritte all'attivo.

Gli amministratori avrebbero dovuto - e dovrebbero essere chiamati a farlo in assemblea - illustrare come e perchè la banca che da anni comprime gli affidamenti alle piccole e medie imprese italiane (ns. archivio - S.Paolo IMI "Campa cavallo" e successivi) ha "elargito" ed elargisce finanziamenti generosi come quello alla ENRON.

E' certo auspicabile che il Collegio Sindacale approfondisca e riferisca nella propria relazione l'iter delle decisioni, delle competenze e delle deleghe che hanno originato e sostenuto l'ENRON dal cui bilancio, peraltro, risultava in tutta la sua evidenza l'entità dell'indebitamento.

Sta di fatto in ogni caso che "congrue rettifiche" "pareggiate" con altrettante "congrue riprese" attengono una mentalità ragionieristica della gestione in cui sembra eccellere il top management dopo il matrimonio con l'INA.

Non è un caso dunque se il titolo che il 28.12.2000 quotava 16,901 Euro, e il 31.12.2001 era crollato a 12,041 Euro, ed il 6 u.s. ha chiuso a 10,623 Euro, perdendo in poco più di un mese il 12% circa, a fronte di un -2,90% del Mib30.

L'andamento del titolo già registrava che i conti della semestrale hanno evidenziato un utile di Gruppo inferiore a quello dell'esercizio precedente, oggi si è aggiunto "il buco" ENRON.