(Marzo/2002)
Il RISPARMIO GESTITO
"Pochi vincitori e molti perdenti"

Quel potenziamento della rete di Promotori finanziari da parte di banche, di società di assicurazione e di fondi di investimento che ha ormai assunto dimensioni assolutamente impensabili.

Dalle Società più grandi ( Mediolanum ? Fideuram ? BNL ? ) alle più modeste ( meglio omettere il nome per non incorrere in rettifiche sulla dimensione ) la " ricerca " di promotori si evidenzia in intere pagine di pubblicità che invitano " chi ha spirito di iniziativa " a cambiare lavoro, " buttandosi " in una attività che viene prospettata come particolarmente stimolante sotto il profilo personale e redditizia sotto l'aspetto economico. Sul cosiddetto " risparmio gestito " sembrano fondarsi le aspettative di molti bilanci.

Niente di male s'intende !

Aumentando in modo quasi esponenziale il numero dei " promotori " aumenta sia pure in misura più contenuta, la " massa amministrativa ".

Questa " accumulazione "di risparmio nelle mani dei " gestori " ha come conseguenza che la liquidità che ne deriva, deve essere comunque investita e, possibilmente, generare reddito. Da questa elementare constatazione si possono trarre alcune conclusioni.

Una prima è che l'investimento " in obbligazioni e strumenti liquidi con durata finanziaria inferiore a sei mesi ", se da un lato ha una componente molto ridotta di rischio, dall'altro ha però una redditività molto contenuta e tutt'altro che allettante per un investitore, soprattutto se conteggiata al netto delle commissioni e degli oneri fiscali.

Una seconda è che l'attesa per una ripresa dell'economia americana ( e del conseguente traino su quella europea ) si sta trasformando in una specie di corsa all'investimento in azioni di quelle Società che per prime dovrebbero beneficiare della inversione di tendenza.

Gli " spunti " delle Borse di questi giorni sono in qualche misura rappresentativi dell'esigenza di investire liquidità in un settore ( quello azionario ) che si presume possa consentire rendimenti più elevati rispetto a quelli obbligazionari. Qualcuno già lancia l'allarme che questa rincorsa al " titolo speculativo " possa determinare nuove " bolle " cui seguirebbero prima o poi amare delusioni.

Tutto è possibile.

Come si è registrato in questi giorni un titolo di cui normalmente vengono trattati poche migliaia di pezzi, è esploso con compravendite di centinaia di migliaia di azioni. In casi come questi è lecito chiedersi se a comperare sono stati investitori e, in caso positivo, quali possibilità di smobilizzo rapido possono avere i consistenti pacchetti acquisiti, ovvero l'entità della domanda che può recepire la loro offerta.

Analogamente non si può che essere perplessi annotando che in una settimana molti titoli hanno registrato incrementi vistosi che non sembrano giustificati dai saldi annunciati dei bilanci 2001 ed a cui supporto invece si annunciano soltanto ipotetiche riprese non nel 2002, ma addirittura nel 2003 ed oltre.

Sembra di assistere ad una specie di caccia all'oro da cui presumibilmente usciranno pochi vincitori e molti perdenti.