Un numero crescente di "esperti"
suggerisce cautela nel valutare i titoli del comparto assicurativo.
Fra le motivazioni emergono quelle relative alla minore redditività
degli investimenti finanziari ed alle perdite conseguenti le svalutazioni
del portafoglio azionario ed anche obbligazionario. E' noto, infatti,
che gli utili della grande maggioranza delle Compagnie provengono
dall'amministrazione delle ingenti somme di cui dispongono sia per
gli accantonamenti alle riserve sia per i surplus fra le somme incassate
(premi, ricavi finanziari ecc) ed i pagamenti.
Il consuntivo consolidato al 30/9 del Gruppo Alleanza è
rappresentativo di questo andamento " riflessivo "
dei conti (£ mld):
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30/9/2001
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30/9/2000
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| Saldo gestione tecnica |
477,6
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542,3
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| Proventi da investimenti |
684
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1334
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| Quota ultile a conto tecnico |
-1025,5
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-1059,9
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| Altri proventi |
387,9
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183,2
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| Risultato attività ordinaria |
524,0
|
1000,0
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| Proventi straordinari netti |
196,7
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-6
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| Risultato ante imposte |
720,7
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994,0
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E' probabile, anche se non auspicabile, che il risultato d'esercizio
evidenzi un accentuarsi della flessione rispetto a quello dell'anno
precedente. E' altrettanto probabile che il confronto fra il primo
semestre del 2002 con quello del 2001 non registrerà variazioni
significative, avendo già scontato, nel 2001, l'impatto
negativo dei mercati finanziari e non essendosi ancora evidenziato
quello dell'auspicata, ma tutt'altro che certa, ripresa dell'economia.
" Ossigeno " al bilancio 2002 potrebbe invece
derivare dall'emergere delle " plusvalenze latenti "
che, agevolate dalla nuova finanziaria, in Alleanza assommano
al 30/9 ad alcune centinaia di miliardi.
Il Gruppo Alleanza è da sempre impegnato nello sviluppo
della rete commerciale; ai livelli attuali di copertura del mercato,
non appaiono però conseguibili ulteriori significativi
traguardi. Potranno invece costituire elementi per lo sviluppo
le diversificate proposte nel settore della previdenza integrativa.
Quello dei fondi pensione ( e delle altre proposte assimilabili)
è, peraltro, un settore di cui si presume un gradimento
da parte dei risparmiatori che, tuttavia, è ancora da verificare
per la componente di rischio insita nella forma più classica;
anche le offerte a cosiddetto " capitale garantito "
( sotto una denominazione allettante ), non sono prive di una
componente di alea.
"Polizze rivalutabili", "Polizze index
linked", "Polizze unit linked" (chi
più ne ha più ne metta), sono formule chiarissime
per chi le ha elaborate e, forse, anche per chi le vende; non
sono certo, però, di agevole comprensione da parte dei
potenziali clienti (con cultura media o media inferiore), che
costituiscono i destinatari principali di questi prodotti.
L'assemblea Alleanza del 22 dicembre ha approvato ( e non avrebbe
potuto fare diversamente per la schiacciante maggioranza detenuta
dalla controllante Generali) la conversione - alla pari - delle
azioni di risparmio. Numerose le voci di dissenso: alcune non
prive di valide motivazioni. Emblematica, comunque, l'astensione
dei fondi d'investimento presenti in assemblea.
Agli intervenuti è stato distribuito un fascicolo a stampa
relativo all'esercizio 2000 il cui risultato è stato indicato
come " un bilancio da incorniciare".Nel 2000
l'utile ante imposte è ammontato, infatti, a circa 1000
mld, ed è certo da "incorniciare" per
ricordo e/o come promemoria di speranza.
L'azione Alleanza che al 31.12.2000 quotava 16,990 Euro (£
32.897), ha chiuso a fine 2001 a 12,340 Euro (£ 23.894),
con una flessione del 27 %circa: per un titolo da sempre considerato
"difensivo" non è poco.
Tutto sommato vale anche per Alleanza il suggerimento dalla maggioranza
degli "esperti", per quanto attiene il settore
assicurativo: "doverosa cautela".
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