(Novembre/2002)
DANIELI & C. S.p.A.

acque stagnanti


L'Assemblea dei Soci riunita il giorno 25 ottobre u.s. ha approvato il bilancio annuale chiuso al 30 giugno 2002; erano presenti 21 azionisti (tra i 4.582 iscritti al libro soci alla data) in rappresentanza del 68% del capitale sociale. Poca discussione sui risultati dell'esercizio che in verità meritano una certa attenzione.

In sintesi i dati del Consolidato :

Euro/Milioni
30/06/2002
30/06/2001
variazione %
Valore della produzione
999.9
966.8
3,4
Margine operativo lordo
84.7
74.2
14,1
Risultato operativo
28.4
15.6
82,0
Risultato netto
10.1
10.4
(2,9)
Patrimonio netto
429.5
404.4
Posizione finanziaria netta
332.0
210.3

I risultati della Capogruppo sono stati i seguenti:

Euro/Milioni
30/06/2002
30/06/2001
variazione %
Valore della produzione
785.1
743.6
5,6
Margine operativo lordo
65.6
67.4
(2,7)
Risultato operativo
25.3
23.4
8,1
Risultato netto
5.3
5.2
1,9
Patrimonio netto
256.2
244.5
Posizione finanziaria netta
(204.2)
(265.7)

La relazione sulla gestione redatta dagli amministratori evidenzia come " Gli interventi operati in tema di riduzione dei costi, sia di prodotto sia di struttura, hanno consentito il raggiungimento di un risultato operativo da considerarsi soddisfacente in considerazione della situazione sfavorevole di mercato che, accentuando il confronto competitivo, ha comportato una forte pressione sui prezzi di acquisto e sulle altre condizioni di fornitura ".

L'Amministratore Delegato del gruppo Giampietro Benedetti (azionista di riferimento con la famiglia Danieli della Sind International Sa , cui fa capo il 50,555% del capitale della quotata) dichiara con orgoglio che l'azienda investe per crescere e creare ricchezza ed enfatizza che, a differenza di molti competitors europei che hanno tagliato posti lavoro, Danieli sostiene l'occupazione e ha operato piccoli interventi di riduzione del personale solo in alcune consociate estere.

Occorre tuttavia non dimenticare che interventi nella riduzione dei costi fissi effettuati in fasi di mercato negative, servono ad assicurare ristrutturazioni e rilanci incisivi e duraturi nel tempo.

Nel complesso giova però sottolineare che un'analisi attenta della nota integrativa mostra:

 

  • il M.o.l. della capogruppo segna un arretramento di 1,8 milioni di Euro;
  • la gestione dei rischi su cambi segna un sensibile peggioramento, passando da un saldo negativo di 13,5 milioni di Euro ad uno di 28,4 milioni di Euro;
  • la controllata A.B.S. non è consolidata integralmente nel bilancio ufficiale; ma il pro-forma comprensivo dei suoi risultati porta il gruppo ad una perdita, dopo gli oneri finanziari, di 6,4 milioni di Euro,
  • il mantenimento dello stesso livello di risultato netto rispetto all'esercizio precedente è frutto di alcune partite straordinarie inserite a vario titolo nel conto economico della capogruppo e del consolidato, sono così contabilizzati utilizzi di fondi rischi per 15,5 milioni di Euro:
  • il valore delle azioni proprie in portafoglio è in carico al doppio delle quotazioni attuali.

 

" La società nel biennio precedente ha completato " - così ha scritto il Consiglio d'Amministrazione - " la sua integrazione a livello mondiale delle sue linee di prodotto che oggi coprono tutte le esigenze di impiantistica del mercato dei prodotti siderurgici non ferrosi ". Il Gruppo però, evidentemente, non ne ha guadagnato in redditività.

Negli ultimi anni, infatti, i risultati assai modesti (reddito operativo di poco superiore al 3%) hanno mostrano una costante erosione ed il dividendo distribuito ai soci non è sfuggito a questo andamento ; dai 0,1 Euro nel 1997 si è passati a 0,03 Euro per le azioni ordinarie (-34,8%) e 0,0516 Euro per le risparmio (-23%) di quest'anno.

Non sorprende, perciò che la quotazione della " small cap ", pari a circa 2,0 Euro, sia ben lontana dai valori tra i 4 e 6 Euro degli scorsi anni. Pure in presenza di un flottante vicino al 30%, l'azione non attira l'interesse, né degli analisti né degli investitori: acque stagnanti.