(Settembre/2001)
Amplifon S.p.A.
trippa anche per i gatti

L'organigramma dell'l'intera catena di controllo della Amplifon ( " Prospetto Informativo " pag. 99 ) prima del collocamento era il seguente :
The Holland Trust
( Regno Unito ) che " detiene " il 100% di Pointbreak Limited ( Isola di Jersey ) che " detiene " il 100% di Break Point ( UK ) Limited Regno Unito ed il 73% di Amplex S.A. Lussemburgo che " detiene " il 94,8 % di Amplifin S.p.A. ( Italia ) che " detiene " il 100% di Ampliter N.V. ( Olanda ) che " detiene " il 95,5 di Amplifon S.p.A. ( Italia ).

Potrebbe essere interessante, per chi ne avesse voglia e tempo, approfondire la logica di questo " sistema " di scatole cinesi anche, ma non soltanto, per accertare le implicazioni fiscali che ne derivano.

Come è noto le azioni Amplifon sono state oggetto di OPVS in giugno ( ns. archivio : Amplifon S.p.A. " i numeri sono numeri " ) successivamente al collocamento la Ampliter è restata l'azionista di maggioranza con il 69,75% del capitale . Responsabile del Collocamento è stata IntesaBCI " titolare " del 51% degli affidamenti bancari della Amplifon; come correttamente ha annotato " Il Corriere della Sera " dell'8 agosto : " Banca Intesa è stata nella fattispecie in una posizione di conflitto di interesse " .

La Consob soltanto di recente ha sottolineato l'esigenza che si evitino " convergenze " fra collocatore e collocata.

Nell'OPVS N. 640.000 azioni vennero poste in vendita dalla Controllante, con un ricavo di Euro 1.408.000.
L'incasso di questa cifra può fornire una chiave di lettura alla decisione di " spesare " nel " Conto Economico " l'intero costo del collocamento ( 15 mld ) con la conseguenza di chiudere il semestre in perdita sia a livello di Capogruppo ( meno 7,6 Lmld ), sia a quello di Consolidato ( meno 3,3 L.mld ).

Gli azionisti di maggioranza che nel 2001 hanno già " fatto cassa " con la vendita ( a buon prezzo ) di parte delle loro azioni " potrebbero ", dunque, non essere interessati a consuntivare un utile adeguato per la distribuzione del dividendo.

Nei confronti dell'esterno, aver " spesato " nel semestre l'intero importo dell'OPVS può originare, comunque, una valutazione positiva sull'amministrazione della Società, anche, da parte degli " esperti ".

In sostanza, come spesso accade, la " maggioranza " ha una politica che non sempre supporta le aspettative degli azionisti di minoranza, prima fra tutte, quella di un dividendo proporzionato all'investimento.

Ai sottoscrittori a 22 Euro non resta che aspettare il bilancio di esercizio e la decisione dell'assemblea che lo approverà, confidando che ( per dirla con una espressione romana ) ci sia trippa, anche, per i gatti.