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L'organigramma dell'l'intera catena di controllo della Amplifon
( " Prospetto Informativo " pag. 99 ) prima del collocamento
era il seguente :
The Holland Trust ( Regno Unito ) che "
detiene " il 100% di Pointbreak Limited ( Isola
di Jersey ) che " detiene "
il 100% di Break Point ( UK ) Limited Regno Unito ed il
73% di Amplex S.A. Lussemburgo che " detiene
" il 94,8 % di Amplifin S.p.A. ( Italia ) che "
detiene " il 100% di Ampliter N.V. ( Olanda ) che
" detiene " il 95,5 di Amplifon
S.p.A. ( Italia ).
Potrebbe essere interessante, per chi ne avesse voglia e tempo,
approfondire la logica di questo " sistema " di scatole
cinesi anche, ma non soltanto, per accertare le implicazioni fiscali
che ne derivano.
Come è noto le azioni Amplifon sono state oggetto di OPVS in
giugno ( ns. archivio : Amplifon S.p.A. " i numeri sono
numeri " ) successivamente al collocamento la Ampliter
è restata l'azionista di maggioranza con il 69,75% del capitale
. Responsabile del Collocamento è stata IntesaBCI " titolare
" del 51% degli affidamenti bancari della Amplifon; come correttamente
ha annotato " Il Corriere della Sera " dell'8 agosto :
" Banca Intesa è stata nella fattispecie in una posizione di
conflitto di interesse " .
La Consob soltanto di recente ha sottolineato l'esigenza che
si evitino " convergenze " fra collocatore e collocata.
Nell'OPVS N. 640.000 azioni vennero poste in vendita dalla Controllante,
con un ricavo di Euro 1.408.000.
L'incasso di questa cifra può fornire una chiave di lettura alla
decisione di " spesare " nel " Conto Economico " l'intero
costo del collocamento ( 15 mld ) con la conseguenza di chiudere
il semestre in perdita sia a livello di Capogruppo ( meno 7,6
Lmld ), sia a quello di Consolidato ( meno 3,3 L.mld ).
Gli azionisti di maggioranza che nel 2001 hanno già " fatto
cassa " con la vendita ( a buon prezzo ) di parte delle loro
azioni " potrebbero ", dunque, non essere interessati a
consuntivare un utile adeguato per la distribuzione del dividendo.
Nei confronti dell'esterno, aver " spesato " nel semestre
l'intero importo dell'OPVS può originare, comunque, una valutazione
positiva sull'amministrazione della Società, anche, da parte degli
" esperti ".
In sostanza, come spesso accade, la " maggioranza " ha
una politica che non sempre supporta le aspettative degli azionisti
di minoranza, prima fra tutte, quella di un dividendo proporzionato
all'investimento.
Ai sottoscrittori a 22 Euro non resta che aspettare il bilancio
di esercizio e la decisione dell'assemblea che lo approverà, confidando
che ( per dirla con una espressione romana ) ci sia trippa,
anche, per i gatti.
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