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Umberto Agnelli è Vice Presidente della Giovanni
Agnelli e C. S.a.p.a., società tramite la quale
la " famiglia " ( o meglio l'Avvocato ) controlla
la IFI S.p.A. nonchè la IFIL S.p.A.. In queste
due società Umberto Agnelli ricopre rispettivamente la
carica di Vice Presidente e Presidente.
Gabriele Galateri di Gemola è nel Consiglio
della " Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a. "
; Consigliere Delegato e Direttore Generale della IFI; Consigliere
Delegato della IFIL; Consigliere d'Amministrazione della Fiat
S.p.A.
IFI ed IFIL superano - congiuntamente - oltre il 30% del capitale
del Gruppo FIAT.
Ciò detto è difficile capire e spiegare di quali
tesi e di quali interessi si sia fatto portatore e portavoce Umberto
Agnelli quando, commentando il piano di ristrutturazione della
FIAT, ha dichiarato: " Aspetto con trepidazione
i risultati promessi - staremo a vedere fra sei mesi ".
Sembrano le dichiarazioni di un " azionista "
lontano dalle stanze dei bottoni. Umberto Agnelli ha parlato come
se fosse stato del tutto estraneo ai processi decisionali ai quali
anche il " fido " Galateri ( Consigliere
della FIAT ) ha partecipato.
Pretendere di verificare dopo un semestre i risultati di una
operazione complessa come quella varata dalla FIAT, è fuori
da ogni logica industriale a meno che chi lo chiede non ne preveda
l'insuccesso in tempi brevi, quanto meno con un " flop
" per l'aumento di capitale e le emissioni obbligazionarie.
E' molto probabile, invece, che le parole pronunciate da Umberto
Agnelli ne abbiano tradito il pensiero. Se così non fosse
le centinaia di migliaia di azionisti minori della Casa Torinese
avrebbero più che legittimi motivi di preoccupazione sulle
sorti del loro investimento.
Supportano, invece ulteriormente, la tesi della validità
dei piani del Gruppo FIAT la scelta del Presidente Fresco
e dell'Amministratore Delegato Cantarella di legare i propri
compensi soprattutto ai piani di stock option esercitabili entro
il 2008 a prezzi fra 27 e 30 Euro: quasi il doppio del livello
attuale della quoatazione.
Sul futuro del settore auto si ripropongono, con persistenza
e da tempo, le voci di un disimpegno della Fiat. Le ipotesi formulate,
però, appaiono più abili esercitazioni accademiche
che supporto di fondate previsioni.
E' difficile - se non impensabile - che l'Avvocato "
scenda " dall' "auto " che non soltanto
nobilita il " blasone " di famiglia, ma che è
parte integrante della sua vita e della sua personalità.
Dopo di Lui - quando sarà - tutto è possibile.
Con l'Avvocato, però, c'è da scommetterci, il controllo
della FIAT Auto sarà indissolubilmente legato a Lui ed
al quel che Lui " è, e rappresenta ".
Umberto e Giovanni Agnelli: due personalità estremamente
diverse con " culture imprenditoriali "
diverse. Il primo sembra più propenso alla " finanza
"; il secondo ha una spiccata ed ineludibile vocazione
" industriale ".
Sul futuro dell'auto, alle perplessità di Umberto
si contrappongono le certezze di Gianni.
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