(Dicembre/2001)
Gruppo Fiat S.p.A.
"perplessità" e "certezze"

Umberto Agnelli è Vice Presidente della Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a., società tramite la quale la " famiglia " ( o meglio l'Avvocato ) controlla la IFI S.p.A. nonchè la IFIL S.p.A.. In queste due società Umberto Agnelli ricopre rispettivamente la carica di Vice Presidente e Presidente.

Gabriele Galateri di Gemola è nel Consiglio della " Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a. " ; Consigliere Delegato e Direttore Generale della IFI; Consigliere Delegato della IFIL; Consigliere d'Amministrazione della Fiat S.p.A.

IFI ed IFIL superano - congiuntamente - oltre il 30% del capitale del Gruppo FIAT.

Ciò detto è difficile capire e spiegare di quali tesi e di quali interessi si sia fatto portatore e portavoce Umberto Agnelli quando, commentando il piano di ristrutturazione della FIAT, ha dichiarato: " Aspetto con trepidazione i risultati promessi - staremo a vedere fra sei mesi ".

Sembrano le dichiarazioni di un " azionista " lontano dalle stanze dei bottoni. Umberto Agnelli ha parlato come se fosse stato del tutto estraneo ai processi decisionali ai quali anche il " fido " Galateri ( Consigliere della FIAT ) ha partecipato.

Pretendere di verificare dopo un semestre i risultati di una operazione complessa come quella varata dalla FIAT, è fuori da ogni logica industriale a meno che chi lo chiede non ne preveda l'insuccesso in tempi brevi, quanto meno con un " flop " per l'aumento di capitale e le emissioni obbligazionarie.

E' molto probabile, invece, che le parole pronunciate da Umberto Agnelli ne abbiano tradito il pensiero. Se così non fosse le centinaia di migliaia di azionisti minori della Casa Torinese avrebbero più che legittimi motivi di preoccupazione sulle sorti del loro investimento.

Supportano, invece ulteriormente, la tesi della validità dei piani del Gruppo FIAT la scelta del Presidente Fresco e dell'Amministratore Delegato Cantarella di legare i propri compensi soprattutto ai piani di stock option esercitabili entro il 2008 a prezzi fra 27 e 30 Euro: quasi il doppio del livello attuale della quoatazione.

Sul futuro del settore auto si ripropongono, con persistenza e da tempo, le voci di un disimpegno della Fiat. Le ipotesi formulate, però, appaiono più abili esercitazioni accademiche che supporto di fondate previsioni.

E' difficile - se non impensabile - che l'Avvocato " scenda " dall' "auto " che non soltanto nobilita il " blasone " di famiglia, ma che è parte integrante della sua vita e della sua personalità.

Dopo di Lui - quando sarà - tutto è possibile. Con l'Avvocato, però, c'è da scommetterci, il controllo della FIAT Auto sarà indissolubilmente legato a Lui ed al quel che Lui " è, e rappresenta ".

Umberto e Giovanni Agnelli: due personalità estremamente diverse con " culture imprenditoriali " diverse. Il primo sembra più propenso alla " finanza "; il secondo ha una spiccata ed ineludibile vocazione " industriale ".

Sul futuro dell'auto, alle perplessità di Umberto si contrappongono le certezze di Gianni.