(Settembre/2000)
e.Biscom S.p.A.
i " paperoni "

In una recente graduatoria in base al valore delle partecipazioni individuali in Società quotate, Francesco Micheli ( e fam )e Silvio Scaglia ognuno con 5.592.325 mld, occupavano a pari merito il 4° posto preceduti soltanto da Berlusconi, Soru e Doris. I Pesenti, i Tronchetti Provera, i De Benedetti ecc, ecc rispetto a Micheli e Scaglia, sono, economicamente parlando, dei " minus habens ".

La fortuna dei due è che, dopo aver fondato la Società, hanno collocato sul mercato 9,5 mil di azioni - pari al 21,5% del capitale mantenendo quindi il controllo in modo paritetico fra loro - a 160 Euro per azione, portando così in cassa una cifra più che ingente e conseguendo una capitalizzazione di borsa che il primo aprile era superiore a quella della Fiat . Successivamente il valore si è ridimensionato ma non tanto da far scendere Scaglia e Micheli sotto il 4° posto in classifica.

Detto questo, il Conto Economico riclassificato al 30 giugno presenta un margine operativo lordo negativo ( - 3.568 mil ) ed un risultato netto di periodo in rosso per 57,5 mld malgrado i 29 mld di proventi della Gestione Finanziaria, derivanti dall'impiego di parte della liquidità prodotta dall'aumento di Capitale.

I programmi annunciati sono nella maggior parte ancora " in fieri ", mentre la Società ha rinunciato a concorrere per l'assegnazione di una licenza UMTS che pure aveva fra i progetti prioritari.

Dopo aver superato la quotazione di 270 Euro, il titolo oggi veleggia sul prezzo di collocamento. Non sono pochi, dunque i risparmiatori " scottati " !

Un Report di " Sella asset management " ritiene che i risultati finora realizzati dalla Società consentono di incrementare le previsioni di fine anno e per i prossimi esercizi. Il titolo secondo questo Report ha un buon potenziale fino a 213 Euro.

A sua volta Marco Benedetti gestore azionario di Smi Banco Napoli e Fumagalli Goldmar SpA inserisce e.Biscom fra i titoli da comprare.

Individuare su quali elementi si fondano queste "opinioni " è francamente difficile per un comune mortale .

La Società perde; prevede 10 anni di sacrifici senza dividendi; le azioni costano quel che costano. Questa è la realtà !

Su questa realtà e, con questa realtà, Scaglia e Micheli sono fra i " paperoni " in Borsa : che " fighi " ! ( cfr Zingarelli pag. 691 )