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L' avviso di avvenuta pubblicazione del Prospetto Informativo
sull'OPS del 10 marzo precisava che " il Prospetto è
disponibile presso l'emittente, gli intermediari incaricati del
collocamento, nonché presso la Borsa Italiana S.p.A.. Senza
tema di smentita si può affermare che invece il documento
non era disponibile né presso la Borsa, né presso
i numerosi intermediari incaricati interpellati.
Ciò premesso, nel testo di sintesi pubblicato su alcuni
quotidiani con caratteri microscopici, dopo gli opportuni ingrandimenti,
si legge:
" e.Biscom è una società di recente costituzione
( giugno 1999 ) che ha iniziato a svolgere la propria attività
imprenditoriale nel settembre 1999 " .
" Nell'esercizio chiuso al 31 dicembre '99 le perdite di esercizio
a livello consolidato ammontavano a L. 2.745 milioni ".
" Il management ha come obiettivo il raggiungimento del pareggio
a livello di risultato di esercizio nel 2003, alla data del Prospetto
Informativo non è possibile garantire che l'obiettivo di
pareggio sia mantenuto o raggiunto",
in quanto per l'assenza " di esperienza operativa della Società
e tenendo conto della scarsezza dei dati disponibili relativi
ai settori in cui la Società opera, non è possibile
garantire che le previsioni siano mantenute o confermate ".
L'informazione trova corretta spiegazione in un capitolo successivo
in cui è riferito:
" la crescita dell'Emittente dipende in larga parte dall'effettiva
diffusione dei servizi integrati di telecomunicazioni a banda
larga. Poiché i servizi integrati a banda larga sono di
recente introduzione, non vi è alcuna certezza circa l'effettiva
diffusione degli stessi e circa la creazione di una domanda significativa
per i servizi medesimi ".
Dopo aver letto attentamente il contenuto del Prospetto Informativo,
sarebbe del tutto logico valutare con il massimo della prudenza
un investimento in azioni della e-Biscom e ponderare l'incertezza
delle prospettive ed i relativi rischi.
Accadrà, invece, esattamente il contrario. La " suggestione
" e.Biscom è già iniziata ed ha già prodotto
vivaci polemiche.
Il futuro di e.Biscom è stato già individuato come
quello di una nuova Tiscali. Si dà per scontata
una " domanda " enne volte superiore al quantitativo offerto.
Si polemizza sulle quote riservate non soltanto ai dipendenti,
ma anche ai clienti della Fineco e ad un numero
limitato di soggetti preindicati. Si prevedono fatturati all'ordine
delle migliaia di miliardi entro un decennio, con utili proporzionati.
Si sottolinea a tutto tondo, che l'iniziativa è destinata
al " successo pieno " in quanto voluta e gestita da un
finanziere del calibro di Francesco Micheli ( passato alla
storia per il vittorioso assalto all'impero dei Bonomi e
per non essere riuscito in quello ad Interbanca ), e da un manager
intraprendente con il curriculum di Silvio Scaglia.
Se così è: via alla caccia all'oro !
Ognuno si affretti a darsi da fare per ottenere in assegnazione
il maggior numero possibile di azioni. Magari ( perché
no ? ), con italica " furbizia ", si utilizzino parenti
ed amici facendo loro sottoscrivere, per proprio conto, presso
il maggior numero di Istituti incaricati, il maggior numero possibile
di " lotti minimi ". Magari ( perché no ?
) ci si indebiti.
Pare che "
chi sa e può " abbia deciso che acquistare azioni in
sede di collocamento sia e deve essere un affare.
Auguri !
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